Attualità Cori slider — 11 ottobre 2017
A caccia di Open data

Quanti fondi spende il tuo comune per la cultura? È vero che l’Italia non fa abbastanza per i beni del patrimonio artistico? Cosa ci fanno dei simpatici vecchietti nel centro di Cori con delle mappe? Sono delle domande che all’apparenza non sembrano collegate, ma anzi, sono legate da un filo invisibile chiamato open data, o dati aperti. Sono definiti così tutti quei dati che sono aperti, scaricabili, che possono essere riutilizzati e ridistribuiti che tutti devono essere in grado di usare.

Molti enti pubblici, in ottica di trasparenza verso i cittadini, rilasciano open data seguendo la filosofia secondo cui i dati da loro prodotti appartengano di fatto alla comunità, e che quindi questi debbano essere distribuiti liberamente alla comunità stessa. In pratica, significa che tali dati sono consultabili liberamente da pubblici e privati, aziende, cittadini, scaricabili e usati anche con fini commerciali.

Questa impostazione è stata introdotta con forza di legge a fine 2012 ed ha portato l’obbligo per le amministrazioni pubbliche di pubblicare i propri dati in formato, appunto, aperto. Questo significa, inoltre, cambiare i servizi offerti alla collettività, in molti campi, soprattutto quello culturale. In termini pratici, non si dovranno più consultare tantissimi documenti e tentare di estrapolare i dati, quanto piuttosto aggregare i documenti che già di per sé contengono tutti quei dati che con fatica non si riuscivano a trovare prima.

Gli open data possono essere prodotti dagli stessi cittadini mediante progetti innovativi e risorse informatiche molto semplici da usare. È proprio quello che Futuro Digitale, insieme all’associazione Polygonal, stanno facendo, promuovendo all’interno del progetto europeo Den-Cupid l’uso dei dati aperti per recuperare la memoria storica. Come?

Dandosi appuntamento nel centro storico di Cori e facendo delle passeggiate speciali con gli anziani mettendo su piattaforme digitali i propri ricordi e geolocalizzandoli. Il progetto promosso a Cori vuole recuperare la memoria storica della sovrapposizione delle attività produttive che si sono susseguite negli anni, dall’inizio del secolo fino ad oggi, o ancor prima, consultando invece gli archivi storici.

Tali passeggiate sono poi collegate a momenti di formazione per incoraggiare l’alfabetizzazione digitale di persone anziane, ma anche adulte e più giovani, sfruttando sia la forza dei social network, sia della comunità reale. A febbraio 2018 Cori ospiterà 20 operatori culturali specializzati da Spagna, Bulgaria e Grecia per illustrare il progetto e scoprire gli itinerari locali. Tali innovazioni sono possibili grazie ai fondi messi a disposizione di Erasmus plus per l’accoglienza. Nel tempo sono coinvolti Comune, Archivio Storico e il polo museale e bibliotecario di Cori.

L’esperienza, agli esordi, sarà condivisa innanzitutto nel primo incontro internazionale di Den-Cupid (www.den-cupid.eu) a Saragozza dal 18 al 22 settembre che vedrà ben tre giovani di Giulianello di Cori essere presenti, due architetti e un operatore giovanile. Intanto le passeggiate continuano…

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Autore dell'articolo

Marco De Cave