Attualità Cori slider — 22 ottobre 2018
A Cori inizia la stagione dell’impegno civico

Il mese di settembre e ottobre sono due mesi che hanno risvegliato l’attivismo civico nella città di Cori per la concomitanza di due eventi cruciali che accomunano il resto della provincia di Latina.

La chiusura del punto di primo intervento (ex Pronto Soccorso – PPI) previsto dalla Regione Lazio e dal Ministero della Salute entro la fine di dicembre 2018 ha portato, come reazione comunitaria, la creazione di un Comitato Civico per la difesa dell’Ospedale. Da alcune settimane si svolgono settimanalmente, se non quotidianamente, incontri tra persone preoccupate, che hanno voglia di riprendere in mano il destino di un territorio che viene lentamente espoliato di servizi e di possibilità. Una manifestazione pubblica finora si è svolta a Cori, nonché due presidi, sempre promossi dal Comitato Civico, durante la Conferenza dei Sindaci sulla Sanità svoltasi l’8 ottobre e l’altra il 10 ottobre presso il Comune di Latina.

Oltre ai cittadini, gli stessi sindaci interessati hanno scritto alla Regione Lazio, Assessore e Comissione Sanità, ai Ministri Grillo (Salute) e Tria (Economia) chiedendo esplicitamente una proroga, ma allo stesso tempo con risposte precise, legate all’integrazione dei servizi sanitari territoriali e non alla cancellazione degli stessi.

“La prospettiva di vedere a Latina l’accentramento di tutti i servizi sanitari porterebbe al collasso del sistema. La Regione Lazio fa sapere della richiesta di proroghe al Ministero, ma, appunto, parlare di proroga a parere del Comitato sposterebbe solo il problema a livello temporale. La ASL, di Latina, oggi è completamente inefficiente, spesso inefficace, nella gestione del Dipartimento di Emergenza presso l‘Ospedale di Latina; la condizione dei pazienti è da terzo mondo, si rimane “sequestrati” sulle barelle di Emergenza per giorni, prima di essere ricoverati  nei reparti idonei; i tempi di attesa sono a dir poco esasperanti, tant’è che si sono verificati anche episodi di ordine pubblico: non sarà la proroga a risolvere l’impossibile organizzazione dell’Emergenza solo nella pianura, Latina e Formia.” Tuona così il comunicato stampa del gruppo promotore. E continua “In particolare a Cori, l’esistenza di posti letto per Ospedale di Comunità e l’Hospice Oncologico, la presenza di un Centro Diurno per Anziani Fragili, richiede una presenza Medica ed Infermieristica di emergenza costante e permanente, che solo il Punto di Primo Intervento può garantire, mentre il servizio 118 con Medico è destinato a presidiare la mobilità sul territorio”.

Di accesso ai servizi e di supporto ai cittadini, poi, ha portato più parti sociali a unirsi, sostenuti dall’associazione Polygonal, il Centro Anziani di Cori e molti altri, per organizzare incontri informativi e di azione proprio per sostenere le fasce di popolazione più colpite da un altro problema condiviso. Parliamo delle partite pregresse di AcquaLatina e della class action necessaria per avere restituite le cifre da gennaio 2016. Ma di cosa parliamo esattamente?

Secondo il Tribunale Civile di Roma Sez. XTribunale Civile di Roma – R.G. 8331/2018,  AcquaLatina ha illegittimamente gonfiato le fatture legate a fognatura, acqua e depurazione, per cui non si può applicare a posteriori una integrazione tariffaria commisurata a consumi già effettuati, perché viola i principi di irretroattività e corrispettività. Tali fatture sono quelle che sono a partire da 1.1.2016 e coinvolgono oltre 200mila utenze della provincia di Latina.

Organizzare una class action, invece, vuol dire riunire più cittadini per un’unica causa, per cui ci sono dei tempi e dei costi, anche in termini di adesione.

Cosa è necessario per aderire:

modulo di adesione debitamente sottoscritto e consegnato in originale

 fotocopia documento identità e del codice fiscale

 fotocopia bollette Acqualatina S.p.A. da gennaio 2016 in poi

 fotocopia bollettini e/o ricevute di pagamento delle stesse

Per aderire alla Class Action è richiesto il versamento della somma di euro 15,00, qualecontributo per le spese vive di segreteria e per la pubblicità disposta dal Tribunale, a IBAN IT 21 U 05372 74370 000011013458) con oggetto “Adesione Class Action Acqualatina” seguita dal nome dell’aderente.

Per maggiori informazioni, si può scrivere a uno dei promotori dell’azione: a.milanini@polygonal.ngo

Si prospetta, sicuramente, un autunno caldo, e stavolta il clima non c’entra nulla.

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Autore dell'articolo

Marco De Cave