Attualità Norma — 20 Agosto 2020
Agosto di San Rocco, il Santo pellegrino

Per diversi paesi lepini e città della nostra provincia, agosto, tipico periodo di ferie, è anche il mese nel quale si celebra la figura di San Rocco, il santo pellegrino originario di Montpellier  invocato contro pestilenze ed epidemie, da cui egli stesso in vita era stato colpito e miracolosamente guarito, aiutando e assistendo con carità cristiana i contagiati.

La comunità di Norma è da sempre particolarmente devota e legata a San Rocco, tanto che il santo è considerato un protettore alla stregua della patrona Santa Barbara.

La statua che ritrae il santo venerata a Norma, sarebbe stata commissionata dalla confraternita proprio in seguito ad una delle epidemie di peste che colpì il paese nell’Ottocento.

La statua lignea, trasportata durante le celebrazioni su una pesante e antica cassa, è parte integrante della cultura e dell’immaginario del paese, tanto da essere presente in detti ed espressioni dialettali tipici normesi per indicare l’idea di grandezza. Non è insolito infatti descrivere qualcuno di particolarmente robusto dicendo che è “grusso come Sarocco”.

Le caratteristiche della figura raccontano, attraverso i vari dettagli, la storia di San Rocco rendendolo riconoscibile. Egli appare con il tipico abito da pellegrino: cappello sulle spalle, bastone, scarsella e il mantello con una conchiglia appuntata, segno identificativo del pellegrino, un lasciapassare per ricevere ospitalità. Con l’indice mostra la piaga appena sopra il ginocchio. Ai suoi piedi un cagnolino che stringe tra i denti un tozzo di pane. Non c’è normese che non conosca la storia di Rocco che, assistendo i malati, aveva contratto la peste e si era rifugiato in una grotta dove sopravvisse grazie ad un cagnolino che gli portava ogni giorno un pezzo di pane preso dal forno del suo padrone Gottardo.

Quella stessa statua, da allora, rappresenta la devozione, il culto e le manifestazioni sacre del paese, soprattutto in occasione dei festeggiamenti in onore del santo, venerato il 16 agosto, giorno della sua morte avvenuta tra il 1376 e il 1379. In questa occasione, ogni anno gli onori dedicati al santo iniziano la mattina del 15 agosto con la tradizionale “Recalata”, quando la statua di culto, trasportata dagli “’ncollatori” della confraternita, viene trasferita dal suo Oratorio alla sottostante Chiesa parrocchiale, da dove uscirà per la “pressiggione” serale e dove resterà, esposta sull’altare, per i successivi otto giorni, quando con la “Razzeccata”, verrà riaccompagnata alla sua sede.

In questo anno così funestamente memorabile, proprio a causa di una epidemia, per la prima volta a memoria d’uomo, la cautela, il buon senso ed il rispetto delle norme sul distanziamento, non potranno permettere lo svolgersi dei tradizionali culti e rituali. Non si sentiranno “Viva San Rocco” urlati dai devoti in massa, che accompagnati dal sottofondo musicale di Borgosesia suonato dalla Banda musicale del paese, seguono lo sguardo ipnotico della statua del santo mentre raggiunge la chiesa trasportato lungo la Scalinata San Rocco. Non ci sarà la lunga e partecipata processione, capace di richiamare a Norma anche i paesani tornati da fuori per l’occasione. Tuttavia non mancherà, non dovrà mancare il ricordo, la preghiera e la devozione vera ed autentica per questo amato santo, anche e soprattutto a riflettori spente e senza clamore.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti