Cultura Norma — 06 settembre 2017
Anche Norma e Norba raggiunte dalle fiamme

Nel corso delle ultime settimane decine di ettari di vegetazione, centinaia di oliveti ed intere zone boschive dell’area lepina sono andati in fumo, a causa dei continui incendi che hanno devastato diverse zone comprese tra i comuni di Sonnino, Roccagorga, Sezze, Sermoneta, Norma e Cori.

Il gesto vile e insensato di piromani senza scrupoli, unito alle temperature particolarmente elevate di questa estate, ha provocato la devastazione di buona parte del nostro patrimonio ambientale, mettendo anche a rischio la sicurezza delle abitazioni e impegnando costantemente le forze dei Vigili del fuoco e della Protezione civile.

Anche il nostro patrimonio storico-archeologico ha rischiato di essere gravemente danneggiato: le fiamme hanno raggiunto anche alcune aree del parco archeologico dell’antica Norba. Nella serata di domenica 23 luglio e fino al giorno successivo, gli uomini del pronto intervento hanno dovuto impiegare molto tempo ed energia per fermare le fiamme divampate da due versanti della collina norbana, arrivando a lambire alcune abitazioni e raggiungendo anche l’antica città di Norba.

Come tramando dalle fonti antiche e confermato dagli scavi archeologici, furono proprio le fiamme di un devastante incendio a distruggere per sempre Norba nell’82 a.C., quando, alla fine delle guerre civili tra CaioMario e Lucio Cornelio Silla, la città, sostenitrice dello sconfitto Mario, subì l’attacco dell’esercito sillano. Fu un tradimento a permettere all’esercito avversario di varcare quelle mura considerate invalicabili e a spingere i norbani ad una scelta estrema: appiccare le fiamme alle proprie stesse case, distruggendo la propria vita e ponendo fine alla propria stessa esistenza.

Una scelta estrema e coraggiosa, un gesto eroico che certo nulla ha a che vedere con l’azione ignobile e vile che ha innescato questo incendio a distanza di oltre duemila anni. Il lavoro dei soccorsi è stato instancabile, elicotteri e canadair hanno fatto la spola per quasi 24 ore recuperando acqua dalla vicina diga artificiale e dal lago di Ninfa. Le fiamme innescate in punti difficili da raggiungere, varcando le imponenti mura, hanno divorato il versante della collina tra l’acropoli minore e la porta Ninfina e quello verso la strada Norma-Cori, da Porta Serrone di Bove fino verso il tempio dedicato a Giunone Lucina. Trenta ettari di verde sono scomparsi, buona parte dello splendido paesaggio è stato deturpato, ma le domus, le antiche strade attraversata dai norbani, nell’area interessata dagli ultimi scavi, sono state fortunatamente preservate. Nonostante la desolazione del paesaggio circostante, la paura e la rabbia provate hanno lasciato spazio alla determinazione e alla speranza, tanto che a distanza di pochi giorni sono state confermate le attività di divulgazione e promozione ( visite guidate e le attività didattiche) previste promosse dal Museo civico di Norma, oltre che la ormai consueta rievocazione storica curata dal club archeologico e dalle associazioni nomesi (Domusculta, gruppi teatrali, Banda Santa Cecilia, Associazione Cavalieri). Norba è viva e lo sarà finché noi eredi avremo cura di salvaguardarne la memoria, permettendole di continuare a raccontare la sua storia.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti