Attualità Sermoneta slider — 16 Marzo 2020
Ancora emozioni in ricordo di Daniele

Ancora

Grande commozione, qualche sorriso e una serie di ricordi che il tempo non cancellerà. Sono stati questi i sentimenti e le sensazioni vissuti lo scorso 27 febbraio alla palestra “The Champion” di Sermoneta, a Pontenuovo, all’interno della quale si è tenuta la presentazione del libro “La via perfetta. Nanga Parbat: Sperone Mummery”, scritto a 4 mani da Daniele Nardi e Alessandra Carati. Un viaggio attraverso il sogno dello scalatore nato a Sezze, un’introspezione non solo di carattere sportivo, ma soprattutto umana, con Daniele che ha deciso di “mettere a nudo” anche le proprie debolezze, raccontandosi ad Alessandra senza alcun filtro. E’ stata proprio la coautrice del libro, presente all’iniziativa, a spiegare come si sia sviluppata l’idea e come sia nato il volume, con la stessa Alessandra presente al campo base del Nanga Parbat per alcune settimane, prima di lasciare Daniele e Tom Ballard al loro tentativo di scalare la montagna attraversando la “via perfetta”, lo Sperone Mummery a ridosso del quale, come sappiamo, hanno perso la vita. Presente all’evento anche Agostino, padre di Daniele, che ha ascoltato con commozione i ricordi che ognuno dei relatori presenti ha riservato alla figura di suo figlio. I saluti istituzionali sono stati affidati al presidente della Compagnia dei Lepini, Quirino Briganti, che ha ricordato come Daniele fosse legato a questi territori e si mettesse sempre a disposizione per partecipare alle iniziative di promozione degli stessi, mentre sono intervenuti anche il sindaco di Norma, Gianfranco Tessitori, e il consigliere comunale di Sermoneta, Emanuele Agostini. Le realtà sportive che hanno collaborato alla realizzazione dell’evento sono state rappresentate, in nome dell’Atletica Borgate Riunite Sermoneta, da Gilberto Montechiarello, mentre quelle culturali sono state rappresentate da Lucia Fusco, che ha letto una poesia scritta dalla stessa nel momento in cui le speranze che Daniele e Tom riuscissero a scendere dal Nanga Parbat erano ormai vane. Una serie di momenti intensi, che hanno tributato nel migliore dei modi il giusto riconoscimento ad un figlio delle nostre terre.

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Simone Di Giulio