Attualità Cori — 16 Marzo 2020
Arcimboldo 4.0 spinta per le aree rurali

Il progressivo svuotamento delle zone rurali è una realtà comune in Europa, soprattutto  in quelle regioni percepite come “fuori mano”, le aree interiori dove è complicato l’accesso ai servizi, al digitale, all’esercizio dei diritti, nonché alla possibilità di provocare innovazione. Uso proprio la parola “provocare” innovazione, intendendola come insieme di volontà, conoscenze, organizzazioni, professionalità che si mettono attorno a delle visioni congiunte.

È qui il problema: le aree interne, perirurali e rurali presentano una capacità inferiori di generare nuove soluzioni. O anche no. L’agricoltura in Italia ha vissuto nel 2019 una crescita incredibile, nonché nel Lazio, con nuove visioni che nascono dal mettere insieme tecnologie innovative, processi, azioni comunicative e qualità di prodotto. Ma come hanno fatto?

Avere un buon prodotto non è sufficiente, ma è solo la condizione iniziale. Faccio un esempio banale: si può avere anche un prodotto dalle qualità organolettiche perfette, ma se non tiene la storia e non si hanno distribuzione, la logistica, il servizio clienti, l’impacchettamento, foto e video di buon valore, i valori aziendali non chiari, tutto questo comporta all’isolamento. Perciò isolamento non significa unicamente il mero non accedere a un luogo. Per accedere a un luogo si devono creare le condizioni per accedervi.

Se vado nella provincia di Latina cosa trovo? Nel senso, che cosa si trova, possiamo, a fatica, anche capirlo. Ma come renderlo fruibile?

Un’azione importante di innovazione è stata fatta con Strada del Vino e Camera di Commercio, mediante un portale che unisce aziende vitivinicole ed esperienze nel territorio, rintracciabili su www.wineroute.eu , facili e semplici. Completamente a quest’azione che vuole spingere l’innovazione della fruizione delle aree rurale è il progetto Cult-Rural+, capitanato dall’Università di Caceres (guarda caso, città fondata dai norbensi in fuga dall’assalto dell’espansione dei Romani oltre duemila anni fa) e di cui è partner la cooperativa Taste Roots, situata a Cori, focalizzata su digitale e rurale.

Cosa fa il progetto? Innanzitutto, è una rete supportata dal programma Erasmus plus che offre mentoring gratuito per la costituzione di impresa nella provincia di Latina mediante:

  • Formazione e incontri di networking internazionale completamente finanziati (vitto, alloggio, viaggio, formazione) in Europa: Clermont Ferrand, Francia (1 settimana a maggio 2020); Atene,Grecia (1 settimana a settembre 2020), Vilareal, Portogallo (1 settimana a febbraio 2021) e Latina (luglio 2021).
  • Il co-finanziamento della costituzione d’impresa a quell’idea che si è distinta e che ha seguito il percorso d’incubazione.
  • Riconoscimento finale nell’incontro della conferenza finale a luglio 2021.

Quando parlo d’innovazione, parlo, infatti, di innovazione di modo, di incontro, di definizione di nuove e vecchie professionalità. Dobbiamo supportare nel rurale un Arcimboldo, il famoso pittore manierista, dipingere e mettere insieme elementi in maniera inusitata: mettere insieme le varie competenze, le varie visioni, rinnovare l’approccio del pubblico e del privato, non nemici, ma due facce della stessa medaglia.

Per più informazioni, scrivete a tasteroots@gmail.com per partecipare in questa entusiasmante avventura.

 

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Marco De Cave