Alimentazione&Salute — 11 Gennaio 2020

Nel precedente articolo abbiamo parlato dell’importanza di una sana merenda in età pediatrica e adolescenziale. Abbiamo capito come ragionare nella “costruzione” di snacks sani per soddisfare le esigenze nutrizionali dei più giovani e vi ho fornito degli spunti a seconda delle varie fasce d’età.

Tuttavia sappiamo bene che spesso il problema si concentra anche nei pasti principali, quando molto spesso i bambini fanno capricci di fronte ad alcune pietanze. E sul banco degli imputati finiscono sempre le verdure. Questa fobia, se non gestita, può protrarsi fino all’età adulta, configurandosi come un vero e proprio problema di alimentazione selettiva.

Ma da cosa dipende tutto questo? Le ragioni alla base del rifiuto di mangiare determinati cibi non si limitano a semplici capricci, ma sono ben più profonde. L’atteggiamento di rifiuto verso alimenti nuovi si chiama “neofobia” e sebbene questo sia un comportamento innato, esistono comunque dei fattori che possono peggiorare l’avversione dei bambini verso alimenti sconosciuti, in particolare le verdure. In primis c’è l’esempio fornito, quindi il comportamento dei genitori che influenza in modo decisivo le abitudini alimentari dei figli. Non si può pretendere che il bambino mangi piselli o broccoli se noi stessi non li consumiamo! Un altro errore molto comune è quello di gettare la spugna non appena il bambino inizia a storcere il naso, magari offrendo dopo pranzo merendine o snacks “purchè mangi”. In questo modo non solo vengono a mancare delle regole ben definite di comportamento come il mangiare assieme, ma si peggiora l’avversione verso il cibo presente a tavola.

Ma attenzione! La neofobia può anche essere il segnale di un disagio, una sofferenza vissuta dal bambino. Le cause possono essere varie: nascita di un fratellino/sorellina, cambiamenti a scuola, traslochi, ma anche conflitti tra i genitori. Il bambino a questo punto manifesta il suo disagio attraverso l’unico strumento che ha a disposizione: il cibo. E la tavola spesso diventa un ring dove si gioca una vera e propria lotta per il potere tra genitori e figli.

Cosa non fare

– avere atteggiamenti intimidatori o ricattatori (es. “se non mangi le zucchine non ti compro il gelato”)

– obbligare il bambino a mangiare

– imboccarlo davanti la TV o altri schermi

– essere troppo permissivi “purché mangi e stia tranquillo”

– dare etichette al bambino (es.” è una peste”)

– fare scenate e ricatti emotivi (es.“se mangi le verdure mi fai felice”)

Cosa fare

– dare un valore conviviale al pasto (es. parlare della giornata a scuola o al lavoro)

– coinvolgere il bambino nella preparazione dei cibi e nella definizione del menu: conoscere il cibo e manipolarlo lo invoglierà maggiormente a mangiare

– riproporre gli alimenti inizialmente rifiutati in diverse formulazioni: cambiando quindi consistenza, colore, forma, odore. Prima di rassegnarci al fatto che un cibo “non gli piaccia” dobbiamo fare almeno 6 tentativi

– evitare monitor a tavola

– stabilire confini con i nonni sull’alimentazione

– cercare di entrare in sintonia con il bambino, ma mantenere sempre il punto senza cedere (“capisco che vuoi le patatine ma stasera c’è lo sformato e mangiamo tutti questo, le patatine le faremo domani”)

– cercare di stimolare nel bambino la riflessione e la comprensione sugli aspetti positivi del cibo sano e genuino

SUGGERIMENTI PER AVVICINARE IL BAMBINO AL CONSUMO DI VERDURE

I bambini devono essere abituati fin da piccoli al gusto delle verdure (l’educazione alimentare inizia già nel pancione!). Teniamo conto però che l’eccesso di fibra non è l’ideale per l’intestino di un bambino sotto i 10 anni. Ce ne accorgiamo dal fatto che le verdure più fibrose e coriacee vengono masticate in continuazione fino a formare una palla in bocca. Questi vegetali quindi (verdure a foglia, asparagi, carciofi..) vanno proposti ben sminuzzati e puliti dalla parte esterna.
– accostiamo le verdure meno appetibili a cose che il bambino mangia più volentieri, senza però nasconderle o affogarle in condimenti e salse e quindi imbrogliarlo
– lavoriamo sul colore:  non stracuocere le verdure permette di evitare che la loro tonalità diventi poco invitante

– perseverate e riproponete le verdure inizialmente rifiutate in altro modo (es. il bambino potrà non aver gradito la zucca in padella, ma la preferirà grigliata)

– portate il bambino con voi dal fruttivendolo o magari in azienda per fargli capire da dove provengono le verdure che mangerà e dandogli la possibilità di scegliere

– farsi aiutare nella preparazione delle verdure realizzando piatti che il bambino mangerà più volentieri proprio perché preparati da lui

Nel prossimo articolo delle ricette e idee per iniziare a sperimentare con i vostri piccoli.

(Visited 12 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Laura Guarnacci
Laura Guarnacci

Dietista