Cultura Norma — 11 Gennaio 2020
“Bella Ninfa” presenta la storia del territorio

Ogni luogo ha le sue leggende, protagonista di storie senza tempo intrise di realtà e fantasia, narrate per spiegarne ed esaltarne aspetti e peculiarità. Proprio come i monumenti storici, i reperti archeologici, castelli medievali, monti, i laghi e i fiumi, queste leggende sono parte integrante del nostro patrimonio culturale e, come tali, sono da proteggere e far conoscere.

Con questa convinzione, il direttore editoriale di Sintagma Mauro Nasi ha pensato di fissare sulla carta questi racconti, per divulgarli con le parole, ma anche attraverso le immagini, perché soprattutto i bambini, presente e futuro della nostra storia, possano conoscere e riconoscere i propri luoghi, identificandosi in loro e nei loro eroi protagonisti, sentendosi parte viva e attiva del territorio in cui sono nati e in cui cresceranno. Anche il nostro territorio, infatti, è ricco di queste antiche e affascinanti storie, custodi di credenze, valori, tradizioni e caratteri fisici della terra pontina e lepina.

Tra tutte, la leggenda della Bella Ninfa, ambientata nell’antica città con il castello affacciato sul lago, è forse la più conosciuta, dai monti alla pianura. Oggetto di ispirazione per opere teatrali e letterarie diffuse a livello locale, è ora anche un libro illustrato per i bambini di oggi e di ieri, edito da Sintagma e intitolato “La leggenda della Bella Ninfa”. Il libro verrà presentato per la prima volta al pubblico il 7 dicembre nella Casa del Combattente di Latina, attraverso un’ attività di lettura animata e laboratorio, nell’ambito della manifestazione “Libri al centro”, curata dalle case editrice del territorio.

La leggenda è stata trasformata in una storia nella storia, che tutti possono leggere, grazie all’uso del font ad alta leggibilità Easy Reader, ma anche ascoltare e ammirare attraverso il racconto scritto da Beatrice Cappelletti e le illustrazioni di Luciano Bracci, entrambi originari di Norma. Sulla rupe lepina, affacciata sul lago e la torre di Ninfa, aleggiano da sempre la sua leggenda e lo spirito della bella sfortunata principessa annegata nelle acque del lago. Leggenda e realtà si fondono nei racconti dei nonni che tornando a casa dalla pianura preda della febbre, raccontavano di aver visto lo spirito di Ninfa emergere dalle acque del lago al tramonto. Il libro riprende la leggenda secondo cui il vecchio re padre di Ninfa e padrone di una vasta terra attraversata da un fiume e circondata da palude, invoca l’aiuto di re vicini per bonificarla, promettendo in sposa sua figlia. Ninfa si innamora di re Martino, coraggioso, onesto e volenteroso, ma sarà l’avversario re Moro a riuscire per primo nell’impresa impiegando i suoi sortilegi. Così Ninfa, rifiutando di unirsi al malvagio re Moro, decide di lanciarsi dalla torre del suo castello, annegando nel lago. Nel racconto edito da Sintagma con l’uso del font ad alta leggibilità EasyReading, la leggenda viene ampliata fondendo realtà, fantasia e tradizione, attraverso l’aggiunta di alcuni simpatici personaggi ed elementi che richiamano e rendono riconoscibile il paesaggio e l’ambiente intorno a Ninfa. La narrazione procede con uno sguardo semplice e incantato come quello dei bambini, arricchito dalla loro fantasia e positività, invitando a guardare la realtà con occhi profondi, scrutando e scoprendo al di là della superficie, tra piccoli dettagli, i suoi perché, la sua bellezza e i suoi valori, nella certezza che “Finché saranno salde le tue radici, non potrai temere nemici né malvagi artifici. E se bellezza porterai nel profondo del cuore, da qualche parte prima o poi sboccerà un fiore”.

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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