Verde&Natura — 06 dicembre 2017
Cacciatori Selvaggi, dall’Aldilà per continuare combttere

Questo mese viene dedicato ai Cacciatori Selvaggi, in particolare, alla Wilde Jagd  e al Wutenden Herr. Quando si parla di Cacciatori Selvaggi ci si riferisce alle leggende le quali narrano di notti tempestose  e di una caccia che fa da protagonista  a cui partecipano esseri fantastici, ossia Fate, Anime defunte, Streghe e Uomini Selvatici. Il topos della Caccia Selvaggia deriva dalla mitologia nordico-scandinava e dal mito di Odino. In origine è probabile si trattasse di guerrieri morti in battaglia, come narrato ne l’ “Edda” di Snorri Sturluson,i quali vengono continuamente ridestati affinché continuino a combattere. Mentre nel mito germanico, è Odino-Wotan colui che guida il soprannaturale corteo degli spiriti, accomodato sul dorso del suo destriero  nero a otto zampe chiamato Sleipnir. Odino accompagna e capeggia il suddetto corteo nel giro sulla terra e ogni cosa viene travolta e distrutta al suo passaggio. Il giro avviene nelle dodici notti sante dell’anno, da Natale all’Epifania e questo periodo dell’anno corrisponde anche al Solstizio d’inverno. Naturalmente non è semplice descrivere in maniera univoca il corteo a causa della moltitudine di tradizioni giunte fino a noi. Si tratta di uomini dall’aspetto guerresco  scortati da cani rabbiosi. Questa Orda Furiosa è denominata anche “Wuotes Her” o “Wutanes Her” e la si ritrova in tutta la Germania, l’Austria e la Svizzera. Un’altra versione narra che l’Orda Furiosa fosse composta da anime dei morti e schiere di Elfi Neri. Questo è un corteo di fantasmi invisibili paurosi a vedersi che scorrazzano per le montagne correndo e provocando terrore. Heinrich Heine descrisse al meglio un’Orda Furiosa nel suo poema epico “Atta Troll” nella seguente sublime maniera: “È la notte di san Gianni, luna piena l’aere irraggia, l’ora è questa in cui gli spirti fan la lor Caccia Selvaggia. Io dal nido della Strega posso adagio lo sfilare di quel d’ombre strano esercito per la gioia contemplare. Per godere lo spettacolo di quei morti dall’avello fuor scappati, miglior posto non potea trovar di quello. Halloh!Hussa! Alti nitriti, suon di fruste, suon di corni, e latrati, e grida e risa risuonar fanno i dintorni.” Allo stesso modo, è molto celebre il Popolo della Notte o “Nachtvolk” nella regione del Vorarlberg e in Svizzera. Esso è formato da persone e animali che si muovono nel silenzio notturno, a volte accompagnato da musica trascendente di flauti. Essi si muovono nelle dodici notti sante e il comportamento di questo corteo invisibile è ambivalente. In alcune occasioni, questi spiriti sono ben disposti nei confronti della Gente Alta, insegnando a questi a suonare la cetra o lo scacciapensieri. Purtroppo in altre, può avvenire che gli umani vengano puniti se curiosi e irrispettosi nei confronti di queste nature incorporee e il Popolo può vendicarsi accecando, rapendo, e facendo ammalare il povero sfortunato o assestandogli un violento colpo di scure.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova