Aprilia Cultura — 28 agosto 2013
Come è cambiata Aprilia nella sua architettura

Progetto di fondazione, realizzazione, distruzione della città durante la seconda guerra mondial e poi la rinascita moderna

Il progetto prevedeva una densità di 100 abitanti per ettaro, per un totale di circa 12.000 abitanti, di cui 3.000 per il centro

originario centro aprilia

In questo articolo riprendo l’argomento trattato nel mese di luglio, dove ho cercato di ricostruire le vicende della fondazione della città, avviate con il bando di concorso nazionale per il Piano Regolatore Generale indetto dal’opera Generale Combattenti, nel 1935. Si decise di ubicare la città, secondo le istruzioni di Mussolini, nell’area tra la via Nettunense e la via Mediana, quest’ultima era l’asse di collegamento tra Littoria, la bassa valle del Tevere e l’Aurelia. Il progetto prevedeva una densità di 100 abitanti per ogni ettaro di terreno, per un totale di circa 12.000 abitanti, di cui 3.000 per il centro urbano. Lo stile architettonico doveva essere semplice e sobrio. Al concorso parteciparono 25 gruppi di progettisti, e tra questi vennero presentati 17 piani, con 16 ammessi che studiarono il piano regolatore per un mese, con molte proposte diverse. La Commissione esaminatrice si servì di ben quattro sedute per valutare e decidere quale fosse il progetto più idoneo e in linea con i parametri richiesti, e in modo unanime dichiarò vincitore il progetto “2P.S.T”, iniziali degli architetti Concezio Petrucci e Mario Tufaroli Luciano e degli ingegneri Emanuele Filiberto Paolini e Riccardo Silenzi. L’impianto urbanistico fu progettato in modo concentrico, nel cui nucleo si focalizzavano gli edifici civici più importanti, con la Piazza, la Chiesa, la Casa Comunale, la Casa del Fascio, la sede dell’Opera Nazionale Combattenti, i servizi al cittadino, come l’asilo per l’infanzia, la scuola elementare, la caserma, l’ufficio postale, il cinematografo e la locanda. Il tipo di costruzioni abitative erano realizzate in due modalità: a corte, nelle zone a demografia più alta e più vicine al centro della città, e a schiera o bifamiliari, con giardino e orto, realizzate nelle zone periferiche. Ulteriori strutture prevedevano la sistemazione di giardini e un campo sportivo cittadino. La città veniva chiamata dalle truppe alleate “The factory” (la fabbrica) a causa del nucleo urbanistico realizzato in mattoni rossi, che dai ricognitori aerei ricordava proprio una fabbrica. Purtroppo i bombardamenti avvenuti nel periodi 1943-45, seguiti alla sbarco degli alleati ad Anzio e Nettuno nel gennaio 1944, rasero al suolo il centro cittadino quasi del tutto, e dal 1946 prese avvio la ricostruzione, che fu resa possibile anche grazie alla difficile bonifica dei campi minati che erano sparsi per l’intero territorio dell’Agro Pontino, ad opera di uomini coraggiosi. Nel 1951 venne istituita la Cassa per il Mezzogiorno, che inglobava anche il territorio di Aprilia. Oggi il centro urbano è radicalmente diverso, a causa dell’abbattimento degli edifici storici feriti dai bombardamenti, la ricostruzione del nuovo Municipio, e delle modifiche realizzate in tutti gli altri edifici. Nel periodo 1951-60 furono attivati nel territorio di Aprilia ben 28 complessi industriali; nei dieci anni successivi si registrò il maggiore incremento di insediamenti industriali, con ben 56 stabilimenti; negli anni ’80 fu la volta di ulteriori 38 stabilimenti, e negli anni ’90, come per la multinazionale dei pneumatici Bridgestone, per la quale fu realizzata una pista ovale di 4 km che è un capolavoro di ingegneria, con due curve paraboliche. L’industrializzazione e la ripresa dell’agricoltura ebbero un ruolo fondamentale per la crescita demografica della popolazione della città, che prese ad aumentare sempre più. Nel 1966 fu indetto un nuovo Piano Regolatore Generale, che trovò conclusione negli anni ’70, per lo sviluppo dell’Area Industriale Roma-Latina (1972). Aprilia conquistò così il ruolo di egemonia territoriale in termini di produttività. La vicenda urbanistica della città di Aprilia è densa di avvenimenti e di numerose problematiche, anche negli ultimi due decenni. Ma in primis pesò la perdita del centro cittadino, nel periodo bellico, che fu vissuta in modo traumatico, come perdita della propria identità, a differenza delle altre città fondate in epoca fascista; ma nonostante tutto Aprilia si è ritagliata un ruolo ben definito e di peso nell’economia del basso Lazio, creando ricchezza e benessere per l’intero territorio.

(Visited 372 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Federica Villanova
Federica Villanova