Attualità Latina slider — 07 maggio 2014
Come i kiwi cambiarono il nostro territorio

La provincia di Latina è divenuta negli ultimi anni meta di visite interessate da parte di esperti di Corea, Nuova Zelanda e Brasile 

Nel 2010 i circa 7mila ettari di terreno in provincia di Latina dedicati al kiwi sono stati attaccati da un batterio killer

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Nel 2009 l’amministrazione Zaccheo stipulò un gemellaggio tra Latina e la città di Farroupilha, in Brasile visto che, entrambe le realtà agricole, puntavano molto sulla produzione del kiwi, un frutto unico quanto prezioso per le sue proprietà nutrizionali e che, nel 2003, in 9 comuni della provincia di Latina ottenne il marchio IGP (Indicazione Geografica Protetta) dal Ministero delle Politiche Agricole. Nello specifico il kiwi è denominato actinidia deliciosa e in effetti, per essere di qualità, proprio delizioso dev’essere il suo gusto. Non soltanto ha un contenuto di vitamina C pari a 85 mg per 100 g, un rapporto ottimale sodio/potassio, ma ha anche un moderato apporto di zuccheri e calorie, contiene actinidina, un’enzima che rende digeribili le carni, contiene vitamine A ed E, potassio, magnesio, rame, ferro e perfino arginina, un potente vasodilatatore; secondo un recente studio statunitense le percentuali di arginina nel frutto sono così elevate da farne un vero e proprio viagra verde. In Italia San Felice Circeo, a partire dall’inizio degli anni ’70 del secolo scorso, fu tra i primi a ospitare impianti specializzati e grazie alle favorevoli condizioni climatiche si è avuto un rapido sviluppo della coltivazione che ha notevolmente contribuito alla crescita economica di un territorio nascente anche sotto il punto di vista della tradizione agricola. Latina, nel giro di pochi anni, è diventata meta di frequenti visite di frutticoltori provenienti da ogni parte del mondo comprese Corea, Nuova Zelanda, Brasile e Giappone. Il clima pontino è del tutto simile a quello di origine dell’actinidia, in Cina, dove un coltivatore, per evadere i pesanti dazi sull’esportazione, gli diede per la prima volta il nome di un uccello che lo ricorda per la peluria del corpo, il Kiwi appunto. Fino al 2010. Nel 2010, infatti, i circa 7mila ettari di terreno in provincia di Latina messi a coltura con l’actinidia -una delle aree più estese al mondo dedicata alla coltura dei kiwisono stati pesantemente attaccati da un batterio killer che ha provocato oltre 60 milioni di euro di danni all’economia locale e che ha obbligato le amministrazioni politiche a chiedere lo stato di calamità naturale. Un attacco a oltre trent’anni di tradizione agricola, un attacco alle migliaia e migliaia di persone facenti parte dell’indotto delle coltivazioni di actinidia, un problema che ha coinvolto un territorio intero portando le amministrazioni locali a studiare vie alternative per poter riconvertire gli impianti di produzione evitando il fallimento economico di una intera economia. Cisterna, tra i comuni maggiormente coinvolti dal catastrofico attacco del batterio, ha, nel 2013, deciso di iniziare una nuova tradizione agricola nella coltivazione del melograno, frutto notevolmente rivalutato sia in cucina e pasticceria sia nell’industria cosmetica. Per avere una misura dei danni provocati dalla batteriosi si pensi che il 30% della produzione nazionale proviene dalle nostre terre e che Latina esporta in Russia, Australia, India, Stati Uniti e nel resto del mondo portando oltre confine l’italianità di un prodotto che italiano non è che da pochissimi decenni. È di qualche settimana fa l’incontro dell’attuale sindaco di Latina, Di Giorgi, in un clima disteso e amichevole, con la delegazione di Farroupilha. Al momento, nonostante la grave crisi del settore in provincia di Latina, sono ancora in piedi importanti scambi culturali tra il Polo Pontino dell’Università “La Sapienza” di Roma e l’Università de Caxias do Sul in Brasile che, secondo Di Giorgi, potrebbero travalicare i confini del settore agricolo per entrare di diritto nel settore del turismo viste le bellezze di entrambe le realtà, Latina e Farroupilha.

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Autore dell'articolo

Memi Marzano