Attualità Sermoneta slider — 11 Gennaio 2020
Da Comune a Città, Sermoneta si muove

Tra circa due anni Sermoneta potrebbe abbandonare la dicitura di Comune e fregiarsi del prestigioso titolo di Città. E’ questa la decisione del consiglio comunale che si è svolto nel tardo pomeriggio di mercoledì 25 novembre e che all’ordine del giorno aveva proprio questo punto proposto dalla maggioranza che, con questa operazione, punta decisa al rilancio di diversi comparti, a cominciare da quello turistico-culturale e, di conseguenza, economico. Un’idea, quella maturata in seno alla maggioranza guidata da Giuseppina Giovannoli, che è stata relazionata proprio dal primo cittadino, che ha spiegato nel dettaglio che tipo di benefici questa situazione potrebbe portare al territorio sermonetano e a tutte le sue ricchezze, che verrebbero amplificate anche grazie a questa dicitura. A sostegno dell’operazione anche alcuni passaggi in commissione Cultura, con la presidente della stessa a sostenere la medesima tesi. Il dibattito che è scaturito in consiglio ha però evidenziato alcune incongruenze rispetto a questo genere di operazione. Gli esponenti di minoranza, Antonnicola, Torelli ed Agostini, pur non bocciando l’idea avanzata dalla maggioranza, hanno comunque posto l’accento sulla trasparenza, con una serie di interventi che bisognerà fare per ottenere questa dicitura (soprattutto formali) che, secondo gli esponenti delle opposizioni, non sarebbero stati tenuti in doveroso conto. Sia Agostini che Antonnicola che Torelli hanno chiesto quanto, nel breve e medio termine, questa operazione costerà alle casse dell’ente, mancando un piano previsionale dettagliato e quanto, in questo caso a medio e lungo termine, riuscirà a migliorare la situazione attuale. Il principio, secondo le minoranze, sarebbe stato quello di conoscere nel dettaglio i costi e gli eventuali ricavi, considerando altre priorità nella gestione amministrativa del Comune, o della Città come dir si voglia. La maggioranza, comunque, ha deciso di iniziare l’iter, che presumibilmente dovrebbe durare 2 anni, passando prima per il Ministero dell’Interno e poi sul tavolo del Presidente della Repubblica, votando favorevolmente alla delibera presentata in consiglio, mentre Agostini e Torelli si sono astenuti ed Antonnicola ha preferito votare contro.

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Simone Di Giulio