Cultura Sermoneta — 21 luglio 2014
Dacia Maraini racconta una Santa Chiara “nuova”

L’ultimo libro della scrittrice presentato all’Abbazia di Valvisciolo evidenzia il lato umano di una figura decisiva per la storia italiana

Nel libro c’è una ricostruzione storica e un’attualizzazione: una ragazza chiede all’autrice di raccontare la vita di Chiara

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“Chiara di Assisi. Elogio della disubbidienza”. Questo il titolo dell’ultimo lavoro della scrittrice, poetessa, drammaturga e saggista della generazione degli Trenta di Fiesole, Dacia Maraini, che ha presentato al suo affettuosissimo, partecipativo e attento pubblico presso l’Abbazia di Valvisciolo. Già dal sottotitolo -Elogio della Disubbidienza- si intuisce la linea guida del libro, la chiave laica utilizzata dall’autrice per analizzare la figura della santa di Assisi, asceta del ‘200, stretta collaboratrice di San Francesco d’Assisi e fondatrice delle monache Clarisse. Dopo essersi complimentata per l’attenzione della comunità per la meravigliosa Abbazia di Valvisciolo Dacia Maraini ha parlato delle due imponenti figure religiose, San Francesco e Santa Chiara, guidati nel cammino della vita da due madri eccezionali, due donne coraggiose, colte e intelligenti che hanno insegnato loro l’amore per l’universo femminile e non la misoginia, quel sentimento di odio che si diffuse nella Chiesa a partire proprio dal 1200. La stessa Dacia nel corso della sua vita ha dovuto fare i conti con il sentimento dell’odio, prima in Giappone dove piccolissima, con la sua famiglia, venne internata in un campo di concentramento soffrendo fame e violenze e poi nella sua amata Sicilia dove ha conosciuto le atrocità della mafia.

Il libro, pubblicato da Rizzoli tratta del tema della libertà, la libertà di Chiara è centrale in queste pagine. Nel libro c’è una ricostruzione storica e un’attualizzazione, realizzata grazie all’espediente di una ragazza che si rivolge all’autrice chiedendole di approfondire e raccontare la vicenda di Chiara. Secondo alcune recensioni nel libro emerge la fascinazione che queste figure storiche sanno esercitare sui contemporanei, sugli scrittori, su chi -come Dacia Maraini- non si muove entro un orizzonte religioso o di fede. Segno che, di fronte a scelte così radicali, a vite così limpide, a figure così umanamente affascinanti, credenti e non credenti si ritrovano vicini e capaci di dialogare.

L’incontro è stato organizzato dal Centro d’Arte e Cultura di Sermoneta in collaborazione con l’Amministrazione Comunale e si inserisce nel programma dei festeggiamenti per il 150° anniversario del ritorno a Valvisciolo dei monaci cistercensi ad opera di Papa Pio IX.

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Autore dell'articolo

Memi Marzano