Cultura Sezze — 30 settembre 2014
Dall’As Roma a Sezze: ecco Alberto Dionisi

Romano di nascita, romanista per lavoro e passione non ha mai dimenticato il paese che lo ha visto crescere

Ha una vita impegnata essendo funzionario presso la Presidenza del Consiglio e dirigente addetto arbitri dell’As Roma

Foto con Alberto Dionisi

C’era un tempo in cui molti romani si recavano a Sezze in villeggiatura. L’aria buona e la posizione geografica regalavano il fresco della montagna e la visuale del mare. I romani dell’antica Roma, pare vi facessero costruire ville per venire a gustare il vino e a rilassarsi.

C’è chi, a Sezze, d’estate o durane i fine settimana, ci torna ancora oggi ben volentieri.

Mi è capitato di conoscere un romano che, a Sezze, in villeggiatura, ci viene da quando è nato, il 30 agosto 1953. Il suo nome è Alberto Dionisi. Era il 1952 quando la sezzese Clara Di Bella sposò, nella chiesa di Santa Chiara, Enzo Dionisi, un bel ragazzo quattro anni più giovane di lei che veniva da Filacciano, un paesino della provincia di Roma. Dopo il matrimonio si stabilirono a Roma, dove nacquero, oltre ad Alberto, Antonella e Maria Grazia.

Alberto mi ha raccontato la sua storia un giorno che è venuto a Sezze. Abbiamo scelto come sfondo alla nostra chiacchierata la suggestiva cornice dell’ex osteria “Da Fargiani” oggi riaperta da un gruppo di ragazzi di Sezze.

Alberto vive a Roma con la moglie e il figlio di ventitré anni, ha una vita piuttosto impegnata essendo funzionario presso la Presidenza del Consiglio e dirigente addetto arbitri della squadra di calcio AS Roma. Ha scritto dei libri e viaggia di continuo per lavoro. Tra un impegno e l’altro, cerca di ritagliarsi del tempo per venire a Sezze dove la casa materna e i ricordi di gioventù lo legano profondamente.

Erano gli anni ’70 quando, alla chiusura delle scuole e fino a settembre, veniva a trascorrere l’estate lontano dal caos della città. Mi racconta l’emozione di quando saliva le coste in macchina col padre, anch’egli legatissimo a Sezze pur non essendoci neanche nato. Alberto ricorda quegli anni con gioia e un pizzico di nostalgia. Ad aspettarlo c’erano gli amici di Piazza San Pietro, c’era Enzo Amici, Giancarlo Tramentozzi, Lucio Ferrante detto “la fame in India”, i fratelli Quadrozzi e poi ancora i fratelli Rovere e Castaldi. Insieme vendevano le cartelle della lotteria di Piazza dei Leoni; con 75 lire, al cinema “da Tomasso”, videro per la prima volta il film “Per un pugno di dollari”; usavano i tappi delle bottiglie per giocare a “suigli” e a “giro d’Italia” lanciandoli su di un percorso disegnato con i gessi. Con i tubolari delle gomme delle bici rosse giocavano alle “plasticate” e da Cingolotto compravano i turapitti. Alberto mi ha raccontato dell’amicizia fraterna con Giannino Perciballe ma anche con le sorelle Menicossi e Luigi di Rosa detto “broccoletto”, suo amico di squadra nel calcio Balilla; mi ha detto di quando andò dal vicino di casa Filippo Orlandi, figlio di Caino, a vedere in televisione lo sbarco sulla luna nel ’69 e di quando i bar organizzavano i tornei di calcio.

Sezze per Alberto Dionisi era ed è tutto questo: il gioco da bambino, il valore dell’amicizia, il ricordo della casa materna, il dialetto, il rispetto e il legame con le tante persone che conosce e che lo accolgono calorosamente ogni volta che riesce a tornarci, è libertà e spensieratezza. Questo bagaglio lo porta con sé e ne fa tesoro nella vita di tutti i giorni, fatta di personaggi famosi e impegni pubblici.

Desidero ringraziare Alberto per la disponibilità e per la passione con cui ha saputo raccontarmi la sua storia; lo ammiro per aver conservato un profondo legame con le sue origini nonostante la vita lo abbia portato in una direzione sicuramente più impegnativa e accattivante.

(Visited 921 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Daniela De Angelis