Attualità Sezze — 01 aprile 2017
Dialetto e tradizioni, spettacolo a teatro

Da poco si è conclusa con successo, all’Auditorium Mario Costa di Sezze, la consueta rassegna teatrale che, ormai da alcuni anni, vede impegnate varie compagnie teatrali che, tra i mesi di novembre e febbraio, offrono ad un pubblico affezionato, una rosa diversificata di spettacoli.

Tra le compagnie partecipanti vi era, anche quest’anno, l’Associazione Culturale “I Turapitto” che ha portato in scena una commedia inedita, in dialetto setino, dal titolo “I Figlio gli medico”, scritta e diretta da Piero Formicuccia.

La storia, ambientata a Sezze nell’anno 1958, vede come protagonista Giovanni, un giovane studente universitario, un po’ in ritardo negli studi in medicina e figlio di un noto medico del Paese. La sua “sfortuna” è quella di essersi innamorato di Luisetta, studentessa in letteratura italiana e figlia di contadini. Ma il Dottor Domenico, padre di Giovanni, ha ben altri progetti per il “quasi medico”: vorrebbe presentarlo alla figlia tutta “casa e chiesa” di un suo collega di Priverno, con la speranza di accrescere la loro condizione economica e consentire così a Giovanni di avere, in futuro, un secondo studio medico a Priverno oltre a quello che erediterà da lui a Sezze.

Giovanni cerca, in tutti i modi, di dissuadere i genitori e convincerli dell’autenticità dei propri sentimenti per la bella Luisetta. Complice Carluccio un amico di infanzia del ragazzo, povero ma dal fascino accattivante, che cerca di attirare l’attenzione di Luisetta, si vengono a creare scenate di gelosia e incomprensioni che, alla fine, aiuteranno i due innamorati a coronare il loro sogno d’amore.

Le scene si svolgono nelle piazze, nei vicoli di Sezze e nell’elegante casa padronale del Dottor Domenico. Fanno da contorno alla storia, scene e aneddoti tipicamente paesani: i personaggi della commedia, interpretati abilmente dai ragazzi del Turapitto vestiti con tipici abiti anni ’50, riescono a far rivivere allo spettatore emozioni e ricordi legati ad una Sezze d’altri tempi in cui la gente si conosceva per “soprannome” e anche l’evento più innocuo era occasione di pettegolezzo e attenzione.

Lo spettacolo dell’Associazione culturale i Turapitto, andato in scena lo scorso 26 febbraio alle ore 17 e, in replica fuori abbonamento, alle ore 21, ha riscosso il consenso di un pubblico numeroso che, come sempre, riesce ad apprezzare l’uso di un linguaggio familiare ed autentico, quale può essere il dialetto, per raccontare storie di vita vissuta cui si guarda con una certa nostalgia e sentimento.

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Autore dell'articolo

Daniela De Angelis