Alimentazione&Salute — 18 ottobre 2017
Dieta mediterranea in luce all’Obesity Day 2017a

Different fresh vegetables on the table

Ad oggi molte sono le persone che, pensando solo al fattore geografico, sono convinte di seguire la dieta mediterranea. Siamo italiani, il nostro Paese affacciato sul Mar Mediterraneo si distingue per la buona cucina. Pasta, pane e pizza poi sono prodotti invidiati da tutto il mondo. Ma siamo sicuri di conoscere davvero il significato di “dieta mediterranea”?

La  dieta mediterranea è un modello alimentare che si ispira alle tradizioni culinarie dei Paesi del bacino mediterraneo. Questo stile alimentare si distingue per la ricchezza nel contenuto di frutta, verdura, legumi, cereali integrali, pesce, frutta secca e un basso contenuto di grassi da prodotti animali. Il tutto accompagnato da uno stile di vita attivo. I benefici della dieta mediterranea sono notevoli soprattutto nella prevenzione delle malattie croniche e trovano riscontro in numerosi studi scientifici internazionali.

Ma il modello alimentare mediterraneo va oltre il concetto di cibo. Il termine stesso “dieta” deriva dal greco antico diaita (stile di vita) proprio ad indicare la valenza sociale e culturale della dieta mediterranea. Considerando gli effetti positivi sulla sfera sociale, economica e ambientale, essa può essere considerata un modello alimentare sostenibile, tanto che l’UNESCO l’ha inclusa nella lista del patrimonio culturale immateriale dell’umanità.

Leggendo questa premessa siamo ancora sicuri di seguire davvero lo stile di vita mediterraneo?

siamo sedentari per la maggior parte del tempo, problema che affligge soprattutto i bambini

la nostra alimentazione è ricchissima di proteine e grassi animali e ricorriamo spesso a prodotti conservati: basta pensare che salumi e affettati sono praticamente all’ordine del giorno

assumiamo di rado i legumi, li consideriamo dei prodotti invernali e li confondiamo con le verdure preparandoli come contorno, anziché come sostituto della carne

la frutta secca è in tavola solo a Natale

sulla nostra tavola sono sempre presenti prodotti raffinati, mentre l’integrale è visto erroneamente come un’alternativa “dietetica”

consumiamo spesso prodotti fuori stagione (zucchine a gennaio, spinaci in agosto vi dicono nulla?)

frutta e verdura sono relegate ai margini

i dolci sono presenti quotidianamente, mentre dovrebbero essere degli alimenti riservati alle occasioni di festa

facciamo spesa superficialmente rincorrendo le pubblicità, senza farci troppe domande sulla provenienza, stagionalità, semplicità degli alimenti

Potremmo continuare ancora, ma già questi pochi appunti ci fanno capire che siamo distanti anni luce dal vero senso della “dieta mediterranea”!

Un motivo per riflettere sulla genuinità della nostra cultura alimentare sarà la 17ma edizione dell’Obesity Day “Salute In-forma” la campagna di informazione e sensibilizzazione sull’obesità promossa ogni anno il 10 ottobre dall’Associazione italiana di Dietetica e Nutrizione clinica – ADI in cui sarà protagonista la dieta mediterranea regionale. L’obiettivo di questa edizione è recuperare e promuovere gli stili alimentari delle singole regioni italiane come modelli di dieta sostenibili utili ad affrontare emergenze sanitarie e patologie in crescita come l’obesità.

“Nell’area del Mediterraneo la ricerca di cibo, rappresenta da sempre un percorso di intelligenza, creatività, gusto della bellezza e socialità – dichiara Giuseppe Fatati, presidente Fondazione ADI Elementi che fanno delle singole diete mediterranee regionali modelli alimentari dal basso impatto ambientale, che contribuiscono alla sicurezza alimentare e a uno stile di vita sano per le generazioni attuali e future”.

In fondo è facile riavvicinarsi alla dieta mediterranea. Un aiuto ci è offerto dalle antiche ricette della tradizione contadina regionale tramandateci dai nostri nonni. Ogni regione italiana ha le sue peculiarità e si contraddistingue per i prodotti e le preparazioni culinarie tipiche di quel territorio. Ecco alcuni esempi di piatti tipici nostrani da riscoprire e riportare in tavola.

A COLAZIONE : zuppa di latte, zuppa d’orzo, panzanella, pane e ricotta

I PASTI PRINCIPALI : sagne e fagioli, bazzoffia, zuppa di farro, pasta e ceci, fave e cicoria, polenta con fagioli, pasta e patate, minestra di castagne, pasta e ricotta, pasta con le sarde, stracciatella, pizza di polenta con verdure di campo, vignarola, baccalà con i ceci, alici sotto sale

I PIATTI DELLE OCCASIONI: pasta all’uovo o acqua e farina (chiamate in vari modi a seconda del luogo), zucca al forno, carciofi alla matticella, carne al sugo

Riportare sulle tavole questi piatti significa riappropriarci della valenza culturale e sociale del cibo locale, ci farà riscoprire sapori autentici e dimenticati e ci permetterà di effettuare una vera e propria prevenzione nei confronti della nostra salute!

 Dott.ssa Laura Guarnacci, dietista

guarnacci.laura@gmail.com

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Laura Guarnacci
Laura Guarnacci

Dietista