Cultura Norma — 07 marzo 2017
Don Mauro Cassoni, un illustre normese da ricordare

Spesso le strade, le piazze, gli edifici pubblici dei nostri paesi portano il nome di personaggi più o meno conosciuti che, con la loro esistenza ed il loro operato, hanno arricchito la storia e la cultura del luogo in cui sono nati e/o hanno vissuto.

Anche gli edifici scolastici sono sovente dedicati a questi personaggi, come nel caso di Don Mauro Cassoni, monaco Cistercense originario di Norma, il cui nome venne scelto per intitolare la Scuola media del paese, inaugurata nel 1972. Proprio negli anni Sessanta, infatti, mentre la scuola era in costruzione, era stata rimessa in luce la memoria di quel monaco, studioso, storico, linguista, di cui poco si sapeva e poco si ricordava in paese. A riportarne il nome nel paese natio, “quale atto di doveroso omaggio…ma anche come esempio e sprone alle giovani generazioni studiose”, furono l’interessamento della Proloco e le ricerche svolte da un normese che aveva studiato presso l’abbazia di Casamari, dove Don Mauro era stato insegnante.

Don Mauro Cassoni era nato a Norma nel gennaio 1877, esattamente centoquaranta anni fa. Nel paese lepino aveva trascorso la propria infanzia insieme ai genitori contadini, prima di entrare nel monastero cistercense di Casamari nel 1885. Si dedica agli studi classici e in particolare al Latino, conseguendo il diploma presso il Liceo classico di Arpino e successivamente la laurea in Lettere e filosofia, diventando professore presso l’Abbazia di Casamari e pubblicando diversi studi storici sui monasteri benedettini e cistercensi di Sora, Fossanova e Casamari. Nel 1925 viene trasferito in Puglia presso il monastero di Martano, in provincia di Lecce e qui resterà fino alla fine dei suoi giorni, spegnendosi nel 1951. Probabilmente questo lungo periodo trascorso lontano dalla suo paese e dalla sua terra d’origine ha contribuito ad affievolire la memoria della sua figura. In quei venticinque anni trascorsi nella terra salentina, a stretto contatto con la popolazione che ancora parlava un dialetto grecofono, don Mauro, ardente studioso classico, si innamorò di quei luoghi in cui rivedeva e riviveva lo spirito e la culura greca. In particolare egli vedeva nel dialetto, nel “griko” parlato, un prezioso elemento di identità storica e culturale da conoscere e salvaguardare, tanto da dedicarvi approfonditi studi e pubblicazioni, tra cui un vocabolario. Altrettanto forte e sentito fu il suo legame con il “suolo natio” espresso attraverso i tanti componimenti poetici che vi dedicò e gli approfonditi studi sulla storia e l’archeologia di quei luoghi che erano e sono ancora, la culla e il simbolo dell’identità culturale normese: Ninfa, il Monastero di Sant’Angelo e Norba. Frutto di quegli studi furono le opere: “Ninfa nei Volsci”, “La Badia Ninfina di S.Angelo, opera scritta in latino e da Don Fernando De Mei nel 2010 nel testo “Nel suolo mio natio” e “L’Antica Norba”, pubblicata nel 1911.

Ora che la Scuola media di Norma, parte dell’Istituto Comprensivo Donna Lelia Caetani di Sermoneta, ha perso formalmente il suo nome originario, è ancora più importante rievocare la memoria di questo illustre normese, affinché di lui non resti solo un nome scritto su una targa, sulla facciata della scuola.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti