Scienza&Tecnologia — 26 agosto 2018
Eclissi di Luna: fascino e mistero

Lo scorso 27 luglio un evento astronomico ha tenuto con gli occhi verso il cielo milioni di italiani: l’eclissi di Luna. Si è trattato di un evento senza precedenti per durata e spettacolarità. Ma come si genera un’eclissi? E perché è così raro assistere a questo tipo di eventi?

La Luna descrive in poco meno di un mese un’orbita ellittica intorno alla Terra, mentre questa si muove intorno al Sole, che illumina entrambe. Per avere l’eclissi di Luna occorre che quest’ultima si nasconda dalla luce del Sole all’interno del cono d’ombra generato dalla Terra; è evidente quindi che è necessario un allineamento tra Sole, Terra e Luna, con il primo e l’ultima in direzioni opposte. Questa condizione, peraltro, corrisponde geometricamente alla fase di Luna piena, da qui il fatto ovvio che le eclissi lunari si verificano quando la fase del nostro satellite è, appunto, piena.

C’è da precisare che non basta che la Luna sia piena per avere un’eclissi, altrimenti ne avremmo una al mese, è necessario che il succitato allineamento sia perfetto (ed entro margini strettissimi), il che fa’ la differenza nell’avere un’eclissi totale, parziale e… niente eclissi.

L’eclissi non è un fenomeno repentino ma procede con gradualità. La Luna inizia ad entrare nel cono di penombra della Terra, mostrando così un leggero indebolimento, successivamente il satellite si immerge nel cono d’ombra, che produrrà un marcato oscuramento, dapprima marginale, poi sempre più esteso, del disco lunare. Quando la Luna sarà completamente dentro il cono d’ombra, inizierà la fase totale. Le fasi seguenti sono speculari a quelle iniziali e terminano quando la Luna emergerà completamente dal cono di penombra, tornando alla piena luce del Sole.

Lo scorso 27 Luglio non abbiamo avuto una Luna piena qualsiasi: alle 07:45 di quel giorno, infatti, il nostro satellite si trovava alla massima distanza dalla Terra, ovvero all’apogeo, a 406222 km da noi! La luna piena più lontana dell’anno! Inoltre in virtù di questa massima distanza abbiamo avuto modo di ammirare il fenomeno per ben 103 minuti rendendola, di fatto, l’eclissi la più lunga del secolo corrente. A rendere ancora più entusiasmante l’osservazione della volta celeste anche una caratteristica colorazione rossastra della Luna, dovuta all’assorbimento della luce solare da parte dell’atmosfera terrestre.

Ci sono state tutta una serie di coincidenze astronomiche che hanno reso tutto più spettacolare ed affascinante; l’ultima eclissi lunare si era registrata il 15 giugno 2011.

E la ciliegina sulla torta per gli amanti degli astri è stata la presenza di Marte nelle immediate vicinanze del disco eclissato della Luna, il pianeta rosso difatti si trovava alla minima distanza dal Sole (e in opposizione) in una posizione molto favorevole all’osservazione dalla Terra grazie anche  all’assenza della luce riflessa dalla Luna stessa.

I popoli del passato guardavano l’oscurarsi della Luna con timore: i babilonesi suonavano il timpano sacro e cantavano perché il fenomeno terminasse in fretta, i cinesi credevano che fosse un drago a mangiare la Luna e organizzavano cerimonie rumorose per scacciarlo fino ad arrivare ai romani che interpretavano l’oscuramento come un presagio nefasto di morte, impegnandosi in ogni modo a far tornare il cielo la “dea”.

Per noi sarà stata sicuramente una notte speciale e già siamo alla ricerca di informazioni sul prossimo evento planetario: assolutamente da non perdere l’eclissi lunare totale del prossimo 21 gennaio 2019 e l’evento del millennio con l’eclissi totale di Sole del 2 Agosto 2027.

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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