Politica slider Speciali — 24 luglio 2017
Elezioni in provincia, ecco il bilancio

Un quarto dei Comuni della provincia di Latina ha visto il rinnovo delle amministrazioni nella tornata elettorale appena conclusa. Delle otto città chiamate al voto, una sola ha dovuto attendere il ballottaggio per conoscere il nome del nuovo sindaco: si tratta di Sabaudia, dove l’avvocata Giada Gervasi ha scalzato dallo scranno più alto le amministrazioni di centrodestra che si erano susseguite negli ultimi ventidue anni, nonostante ben quattro commissariamenti derivanti da sfiducie o dimissioni. Le altre sette sfide si erano risolte al primo turno. Nei Comuni maggiori, il centrosinistra ha confermato Sezze con Sergio Di Raimo, il quale però ha raccolto 20 punti percentuali in meno del suo predecessore Andrea Campoli cinque anni prima. A Gaeta, invece, è rimasto al suo posto Cosmo Mitrano: il candidato del centrodestra alla presidenza della Provincia nel 2014 ha corso senza insegne di partito e sostenuto da un’alleanza trasversale da Forza Italia al PD, tanto che hanno celebrato la sua elezione sia il senatore forzista Claudio Fazzone, sia il suo collega democratico Claudio Moscardelli. Cinque novità nelle realtà minori: a San Felice Circeo c’è stato il ritorno di Giuseppe Schiboni (Forza Italia) già tre volte sindaco (e due sfiduciato dal Consiglio) tra il 1996 e il 2007, favorito dalla mancata ricandidatura dell’ex presidente del CONI Gianni Petrucci, il cui vicesindaco Eugenio Saputo non ha saputo raccoglierne l’eredità. Un revival forzista anche a Santi Cosma e Damiano, col ritorno di Franco Taddeo sulla poltrona occupata tra il 1998 e il 2007, mentre sulle isole si è avuta la rivincita di Gerardo Santomauro a Ventotene, candidato battuto nel 2015 da Geppino Assenso, e di Francesco Ferraiuolo a Ponza, che cinque anni fa era stato relegato all’opposizione da Piero Vigorelli e stavolta ha invertito l’esito, festeggiato dai fuochi d’artificio dell’isola che ormai non vedeva più di buon occhio il giornalista Mediaset.

Il risultato più eclatante, quantomeno sotto il profilo numerico, è quello di Cori, dove il candidato del centrosinistra Mauro De Lillis ha sfiorato l’ottanta per cento dei consensi. Cori vanta una lunga tradizione politica di sinistra, anche se l’amministrazione è stata retta per oltre sei anni, dal 2000, dal forzista (ex PSI) Tommaso Bianchi. Ci aveva pensato un altro Tommaso, l’avvocato Conti, a riportare il Partito Democratico alla guida del Comune nel 2007, ma la sua successione dopo due mandati non sembrava indolore. Alle Primarie dello scorso aprile la sinistra ha schierato Chiara Cochi, nome che sembrava aver causato una spaccatura nel PD, ufficialmente a sostegno di De Lillis. Quest’ultimo, ottenuta la legittimazione popolare, ha saputo rappresentare un elemento di coesione, coinvolgendo la candidata sconfitta al punto che la Cochi è risultata la prima degli eletti. Probabilmente ha giovato l’influenza di Tommaso Conti, personalità forse poco incline alla misura politica, ma sicuramente schietto e trascinatore, caratteristiche che lo hanno reso più popolare tra la gente che nelle stanze dei bottoni.

Il vero vincitore, ovunque, è stato però l’astensionismo. Tranne che a Ponza – dove evidentemente persino i residenti domiciliati altrove sono rientrati in massa pur di scongiurare la rielezione di Vigorelli – il numero degli elettori è in picchiata rispetto alle precedenti consultazioni. Nonostante, da sempre, le elezioni comunali siano le più sentite dalla cittadinanza, stavolta in media il trenta per cento degli aventi diritto non si è presentato alle urne. La percezione è che se qualche figura autorevole e competente saprà organizzare i disillusi, si ridurranno di molto gli spazi sia per i partiti tradizionali ormai spesso a corto di credibilità, sia per quelle formazioni che hanno raccolto il voto di protesta senza mai passare alla proposta e senza acquisire la necessaria consapevolezza nella gestione della cosa pubblica.

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redazione