Cultura Rocca Massima slider — 27 giugno 2018
Fede, folklore e gioia, benvenuti a Rocca Massima

Sulla cima del Monte Massimo, appartenente alla catena dei Monti Lepini, sorge il Comune di Rocca Massima che, con i suoi 753 metri sul livello del mare è il Paese più alto della provincia di Latina.

Oltre ad essere conosciuta per un’importante rassegna organistica internazionale, Rocca Massima si distingue per altre iniziative quali la sagra dei marroni ad ottobre e le feste di maggio in onore di Sant’Isidoro Agricoltore e Maria SS. della Pietà.

Anticamente la festa di Sant’Isidoro, protettore degli agricoltori, veniva celebrata il 15 maggio e, anche se cadeva in un giorno feriale, tutte le attività si fermavano in onore del Santo. Tale ricorrenza era particolarmente sentita dalla popolazione che vi attribuiva un valore religioso ed umano. La statua del Santo raffigura un uomo con la barba, il capo cinto da una corona d’oro e una vanga stretta nella mano che ricorda un miracolo compiuto dal Santo per dissetare i suoi compagni durante la mietitura: grazie all’intercessione del Signore, Isidoro battè la vanga su una pietra da cui sarebbe uscita dell’acqua.

La festa è organizzata dal “Comitato delle feste di maggio” che, con i fratelli festaioli estratti a sorte il giorno dell’ottavario, raccoglie le offerte dei cittadini e dei numerosi sponsor. La statua del Santo è esposta per otto giorni, dal sabato precedente la festa al sabato successivo. La domenica, dopo la Santa Messa, la statua viene portata in processione a spalla dai fratelli festaioli. Durante l’ottavario, sabato successivo alla festa, si tiene una processione notturna con ceri e fuochi d’artificio.

L’ultima domenica di maggio, invece, si tiene la festa in onore della Madonna della Pietà organizzata dal comitato ai festeggiamenti cui tutti gli uomini del Paese, residenti e non, sono tenuti a partecipare. La fedeltà alla Madonna è manifestata attraverso la donazione di cuori e immagini sacre.

La Madonna, raffigurata in un dipinto protetto da un quadro, durante l’anno è posta in una cappella a sinistra della navata della Chiesa parrocchiale di S. Michele Arcangelo. La mattina del sabato antecedente la festa viene portata sull’altare maggiore dove resta fino al sabato successivo alla processione.

Il baldacchino con cui si porta l’immagine in processione fu costruito e donato, per grazia ricevuta, da Ugo Pronti un rocchiagiano emigrato negli USA.

Anche quest’anno la comunità di Rocca Massima ha onorato il Santo e la Madonna con impegno e devozione organizzando momenti di preghiera e riflessione ma anche di festa grazie alla banda musicale, ai fuochi d’artificio e ai numerosi gruppi folkloristici invitati dal comitato, tra cui il gruppo folk “I Turapitto di Sezze”, gli sbandieratori di Cori e molti altri gruppi provenienti da altre regioni.

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Autore dell'articolo

Daniela De Angelis