Cultura Sezze — 06 settembre 2017
Festa del Gelato al…Romitorio, il passato con un occhio al futuro

GELATERIE ATT. PEREGO – GELATERIE A MILANO PH DEL PUPPO/FOTOGRAMMA – Fotografo: FOTOGRAMMA

Nel cuore della campagna susarola si è svolta la 6° Festa del Gelato lo scorso 15 luglio. Un momento di convivialità e socialità per la gente di Sezze e dei paesi limitrofi con uno degli alimenti principe dell’estate ovvero il gelato. La location che ha ospitato questo appuntamento a Sezze è lo storico “Bar Baldino” di via Roccagorga presente in quella sede già dai primi anni del 900 e punto di riferimento per tutti gli abitanti della zona e per i viaggiatori di passaggio in direzione Sezze o Roccagorga o per altri paesi della fascia collinare lepina. D’altronde quel locale era nato proprio come “Romitorio”, una struttura edificata su grotte naturali in passato di proprieta della famiglia Carnebianca ma successivamente rilevata da Osvaldo Peruzzi (per tutti Baldino) e trasformata in una stazione di sosta a disposizione dei viaggiatori. Per gli appassionati di storia e del territorio è bene ricordare come nelle vicinanze esiste anche una chiesetta consacrata che conferisce ancor più legittimità alla corposa storia del “Romitorio” o “Armitorio” come veniva comunemente chiamato dai setini. Ora la struttura è un moderno bar gestito dagli eredi di Baldino che appunto organizza manifestazioni come la Festa del Gelato e che per la realizzazione di gelato artigianale punta su cavalli di battaglia importanti come prodotti locali e soprattutto frutta di stagione. Le iniziative, però, non si spengono con la Festa del Gelato di luglio ma si protrarranno anche ad agosto con delle serate a tema come la serata Aperol Spritz, la serata Santero e tutti i venerdì karaoke così da poter offrire divertimento e degustazioni a portata di tutti. Inoltre a dicembre appuntamento imperdibile per chi ama il panettone. Infatti al Bar Baldino sarà possibile degustare il panettone ripieno di gelato. Una specialità caratteristica assolutamente da non perdere. Dunque attività moderne ma con la memoria ben ferma nel passato, alle radici che sono state insediate da chi è c’era prima e che non va mai dimenticato. Solo così potrà essere costruita una comunità identitaria e capace di proteggere il passato e proiettarsi nel futuro.

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redazione