Verde&Natura — 02 Settembre 2016
Fiordaliso della serenità e della guarigione

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Questo mese viene dedicato al Fiordaliso o “Centaurea cyanus” o “Occhi della Madonna”. Essa fa parte della famiglia delle Composite, è una pianta annuale e possiede fiori azzurri, raramente rosati o bianchi e formano dei capolini. Il Fiordaliso è una pianta originaria dell’Europa meridionale, dell’America settentrionale e dell’Asia. Essa è molto comune nei campi in tutta Italia, in particolare cresce spontanea lungo le strade di campagna, dalla pianura fino ai 1500 metri. Un’antica leggenda narra che la dea Flora trovò il suo amato morto prematuramente, Cyanus, in un campo di Fiordalisi, da questo tragico evento ,in suo onore, la dea volle chiamare quei fiori con il nome dell’amato; difatti il nome scientifico è “Centaurea cyanus”. L’etimologia di “Centaurea” deriva dal nome del centauro Chirone, figlio di Crono, celebre per il suo talento nel tiro con l’arco, nella medicina e nella musica. Secondo l’antica leggenda Chirone era il centauro a cui Zeus aveva donato l’immortalità, un giorno, però, venne colpito con una freccia avvelenata, ad una zampa, da Hercules. Chirone che non poteva morire, per via della sua immortalità, e non poteva più rimettersi in piedi, a causa del veleno che aveva in corpo, riuscì, dopo una lunghissima sofferenza grazie alle sue sconfinate conoscenze a guarire, sul finire della primavera, preparando un impacco di fiori di Fiordaliso appena sbocciati. Un’altra leggenda racconta che Maria amasse molto questo fiore, tanto da raccoglierlo per ricavarne il colore con il quale tingere il suo mantello. Esiste anche un’altra leggenda, più storica che mitologica, riguardante il fiore di Fiordaliso ed è legata allo stemma araldico del regno di Guglielmo I, re di Germania, vissuto al tempo di Napoleone. Narra la leggenda che Guglielmo I, fuggendo da una battaglia, giunse in un campo di grano, dove trovò sua madre che, per calmare i bambini che erano con lei, intrecciava piccoli mazzi di Fiordalisi. Al suo ritorno a corte adottò, quindi, il Fiordaliso come stemma. Un’antica tradizione siciliana sostiene che la sposa che metterà nel suo bouquet questo fiore avrà una prole numerosa. Nelle Alpi svizzere le giovani spose mettono Fiordalisi nel bouquet in omaggio alla Madonna. Riguardo gli usi magici, il Fiordaliso è utilizzato nei rituali d’amore quando si cerca una persona romantica per una storia sentimentale serena e positiva. La “cianomanzia” (termine derivante dal Fiordaliso)è una divinazione tipica della campagna provenzale, in uso nel secolo scorso, quando ancora esistevano i Fiordalisi allo stato selvatico nei campi di grano. Il Fiordaliso dona semplicità e serenità, la capacità di godere delle piccole cose, e di prendere con filosofia tutto ciò che accade, senza essere considerati dei superficiali. Infine,esso amplia la facoltà di vedere al di là delle apparenze.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova