Miti e Leggende — 11 Gennaio 2020
Fùcur, il Drago della Riscoperta

Il mese di dicembre viene dedicato al mio Drago preferito, un Drago buono, poiché il Natale va festeggiato ricordando e tenendo vivi  i valori legati alla bontà, alla famiglia e all’altruismo. Il Drago in questione è Fùcur, il Fortunadrago de “La Storia infinita” di Michael Ende, opera pubblicata nel 1979 e giunta in Italia nella sua prima edizione nel 1981. Questo Drago, nella prima parte del libro, aiuta Atreju a salvare il Reame infinito di Fantàsia dall’oblio, dalla distruzione dei valori come l’amore e l’umanità. Fùcur è il Drago saggio  della Fortuna, esso regna e custodisce il mondo onirico più intimo dei sogni, nel quale il Bene trionfa sempre. È il Drago custode dei bambini e proprio per questo le sue sembianze incarnano la beltà vista attraverso i loro occhi. Ciò che ci si presenta è un Drago volante, bianco e sorridente, un gran simpaticone, ma coraggioso e valoroso a costo della sua stessa vita. È il Drago dispensatore di consigli per eccellenza che non possiede mai la presunzione di avere la ragione, ma tenta il tutto per tutto perché è Giusto farlo. Rispetto alla tradizionale iconografia letteraria, i Draghi contemporanei sono buoni, affettuosi, docili e a volte fifoni; niente a confrontare con i loro lontani avi malvagi, violenti e avari. Lo stesso Michael Ende distingue tra Fùcur e “ i draghi comuni, che dimorano nelle cavità profonde della terra come gigantesche serpi ripugnanti che emanano un terribile fetore e pare stiano a guardia di reali o presupposti tesori. Queste mostruose creature del caos sono per lo più lunatiche e di pessimo carattere, posseggono come i pipistrelli ali a membrana… e sputano fuoco e vapori”. L’evoluzione da Draghi malvagi e sgarbati a Draghi dolci e teneri non si sa molto bene come sia avvenuta e ci sono varie ipotesi di tipo storico, sociale ed antropologico. Personalmente, penso che la figura del Drago sia un archetipo impossibile da eliminare e come ogni cosa anche l’immagine del Drago è mutata ed evoluta con il trascorrere del tempo. La vita odierna è divenuta più sterile e immorale, il potere e il denaro sono i nuovi dei accompagnati da dea apparenza. Inoltre, la globalizzazione è il più perfetto degli artifici finalizzato a nascondere il vero male che affligge l’uomo: la solitudine, l’emarginazione, la disumanità, la corruzione dell’animo. Forse è questa la ragione per cui la creatura più spaventosa e potente delle antiche narrazioni è stata richiamata a salvare un mondo di umani dalle fragili fondamenta. Forse solo i Draghi, quelli Buoni sorridenti e sensibili, hanno il potere, la facoltà di risvegliare nell’essere umano l’umanità che gli è propria di natura abbandonando quel metallico e debole involucro che lo ha reso cieco a se stesso. Per tutti questi motivi non si possono non amare i Draghi, per forza di cose quelli buoni poiché sono la personificazione del nostro lato più innocente e indifeso, che non mostriamo mai a nessuno per paura di essere sopraffatti. Il vero atto di coraggio sta  nell’affrontare noi stessi, riscoprendoci e non temendo nulla.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova