Cultura Norma — 18 ottobre 2017
“Genti Lepine” al Museo Saggi

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Si concluderanno nel mese di ottobre gli ultimi appuntamenti in programma al museo civico archeologico di Norma per il ciclo “Oltre le mura: oggetti preziosi da lontano e vita quotidiana tra Norba e Norma”. Come preannunciato precedentemente, si tratta di un ciclo di conferenze avviato a giugno, organizzate nell’ambito del progetto “Genti lepine. Personaggi, narrazioni e memorie per la costruzione dell’identità dei Lepini” promosso dalla Compagnia dei Lepini e dal Sistema Territoriale Biblioteche dei Monti Lepini, sostenuto dalla Regione Lazio, a cui il Comune di Norma ha aderito al fine di promuovere il proprio patrimonio storico-culturale.

In occasione dei tre incontri finora tenuti,tra i mesi di giugno e settembre, il pubblico ha partecipato numeroso, affollando la “Sala delle muse” del museo “Padre Saggi, ascoltando le relazioni di archeologi e professori universitari, riguardanti i reperti archeologici norbani presentati, rinvenuti nei recenti scavi condotti a Norba dall’Università della Campania Luigi Vanvitelli e diretti dalla Professoressa Stefania Quilici Gigli. Ogni reperto, proveniente dalle antiche case di Norba, descritto ed eccezionalmente esposto al pubblico attraverso appositi allestimenti curati per l’occasione, è stato fonte e testimonianza di dettagli inediti sulla vita quotidiana, sulle abitudini e su particolari aspetti socio-culturali dei norbani. Si è potuto così scoprire che, ad esempio, una delle domus di Norba era abitata da una ricca donna straniera, di origine celtica, che usava vestirsi con i propri abiti tipici, fissati con particolari spille, “fibule” che sono giunte fino a noi a raccontarci questa storia. Le donne norbane, come uso comune nell’antichità, erano particolarmente dedite alla tessitura, come dimostrato dalla grande varietà di utensili per la lavorazione tessile rinvenuti: pesi da telaio di varie forme e dimensioni, rocchetti e aghi “modano”. I Norbani importavano vino da fuori, non solo dalla vicina area tirrenica, ma anche da lontano: tra i frammenti di anfore vinarie, anche alcuni provenienti dal nord della penisola, ma anche dall’area compresa tra Sicilia, Spagna e nord Africa e dall’isola di Rodi, come dimostrato dai bolli, marchi di fabbrica rinvenuti su questi tipici contenitori usati per il trasporto delle merci, esposti nel corso dell’ultimo incontro del 23 settembre, che ha visto anche l’intervento di Saverio Urciuoli, soprintendente archeologia, belle arti e paesaggio delle province di FR- LT- RI. Il 7 ed il 21 ottobre i prossimi incontri conclusivi, con la presentazione di altri interessanti reperti archeologici, testimonianza di vita vissuta oltre duemila anni fa, in una cittadina che, nonostante l’imponenza delle celebri mura “ciclopiche” di cui tutt’oggi è cinta, mostra sempre più un carattere tutt’altro che isolato e chiuso, ma aperto e culturalmente ricco. Ancora nuove occasioni per conoscere e lasciarsi sorprendere dalla storia di Norba, ammirando le sue testimonianze archeologiche, ma anche gustando i prodotti locali nella suggestiva terrazza del museo “Padre Saggi”, il quale festeggia proprio in questo mese, i suoi 22 anni di vita.

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Autore dell'articolo

Beatrice Cappelletti
Beatrice Cappelletti