Verde&Natura — 01 giugno 2017
I Brownies, elfi amichevoli per l’uomo

Questo mese viene dedicato agli Elfi del Crepuscolo, in particolare, ai Brownies o Brunetti.  Essi vengono chiamati anche Elfi dell’Oscurità o delle Tenebre, sono presenti anche nell’”Edda” di Snorri Sturluson. Snorri li descrive come esseri magici legati al mondo della vegetazione; venivano adorati e ben rispettati. Si narra che originariamente abitassero nelle nubi fosche, nelle caverne, nelle profondità delle foreste e nelle acque cupe. Essi rimanevano rintanati forse perché se colti dalla luce, potevano essere trasformati in pietra, ma con certezza non è conosciuto. Con l’avvento del Cristianesimo furono rappresentati come esseri maligni e demoni. Questo tipo di Elfo fa parte di una delle famiglie più numerose e diffuse nel mondo. IBrownies  sono Folletti di natura benevola e servizievole nei confronti della Gente Alta. Essi, di preferenza, vivono in campagna nelle fattorie accompagnando gli esseri umani nelle loro mansioni. I Brunetti battono il grano, mietono, falciano l’erba e accudiscono gli animali in stalla, anche se adorano fare il burro, battendo la zangola, vaso di legno in cui si sbatte il fiordilatte. Naturalmente, tutti questi compiti vengono portati a compimento di notte. La ricompensa più gradita per un Brunetto è una piccola ciotola di latte, la quale non deve essergli mai offerta esplicitamente, altrimenti si offenderebbe a morte, quindi  è bene sistemarla in casa dove possa trovarla e considerarla propria. Esso non disdegnerà neanche una focaccia d’orzo, frutta secca, panna e qualche dolcetto. I Brownies sono Elfi dal carattere timido, riservato e schivo; riguardo al loro aspetto, vengono descritti, da Geoffrey Hodson nel suo libro “Fate che lavorano e giocano”, come alti quindici centimetri, con un viso luminoso ed occhi castani vivaci, vestiti con un cappellone marrone, brache al ginocchio e giubbotto verde attillato. Una leggenda narra di un Brunetto, il quale abitava nel vecchio stagno di Nith e lavorava per Maxwell a Dalswinton, nel sud della Scozia. Questo era molto affezionato alla figlia del padrone, anch’essa lo riteneva un carissimo amico e gli confidava tutti i suoi segreti. Lui la aiutò quando questa si innamorò e per i preparativi delle nozze. In seguito al matrimonio, la fanciulla rimase incinta e quando giunse il lieto evento, fu proprio il Brunetto che andò a prendere la levatrice e nel frattempo c’era brutto tempo ed il fiume Nith era in piena. Esso doveva passare per lo stagno di Auld ed aveva paura, comunque non si scoraggiò e si mise il mantello di pelliccia della padroncina e prese il suo cavallo per raggiungere la levatrice. Quando raggiunse la levatrice, essa lo mise in guardia di non passare vicino allo stagno perché lì viveva un Brunetto e lui le disse che costui era lui stesso. Detto ciò lei si gettò nello stagno e lui la salvò portandola dalla padroncina, ma lei, una volta giunti nella stalla lo picchiò. Nel frattempo, il padre della padroncina, Maxwell,parlò al suo pastore del Brunetto,  il quale gli consigliò di battezzarlo. Quindi un giorno, Maxwell si nascose nella stalla e una volta giunto il Brunetto gli versò addosso un’ampolla di acqua benedetta recitando le formule di rito per il battesimo. Come la prima goccia di acqua santa raggiunse il Brunetto, questo cominciò ad urlare spaventato a morte e scomparve non facendosi più vedere.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova