Politica Sezze — 26 agosto 2018
I temi caldi riavvicinano i cittadini alla politica

Cittadini sempre più lontani dalla politica e dall’attività amministrativa? Probabilmente sì. Ma a Sezze, soprattutto in questo ultimo periodo, la presenza civica nel corso delle sedute del consiglio comunale e del Question Time ha fatto capire che sono i temi caldi quelli che attirano maggiormente i cittadini alla partecipazione, sebbene senza il diritto di parola durante le riunioni. Nelle ultime settimane prima il Question Time, con alcune interrogazioni di carattere ambientale e sulla gestione della Servizi Pubblici Locali soprattutto, oltre che sulla videosorveglianza e sui problemi della sicurezza, poi il consiglio comunale straordinario per studiare nel dettaglio la paventata chiusura del Punto di Primo Intervento e le soluzioni o azioni da mettere in campo affinché ciò non avvenga, hanno fatto tornare i cittadini ad assistere alle sedute presso l’aula intitolata ad Alessandro Di Trapano. Un bel segnale, rispetto soprattutto agli ultimi anni, nei quali oltre ai consiglieri e alla giunta, era davvero sparuta la presenza dei cittadini in aula, rendendo ogni singolo intervento spesso fine a se stesso. Sicurezza, ambiente e sanità, invece, hanno dimostrato che i setini vogliono sapere, vogliono tornare ad informarsi e magari a criticare con raziocinio, dopo aver sentito le posizioni di tutti, non più per partito preso o, come accade ormai da tempo, solo sui Social, senza alcun tipo di contraddittorio e spesso senza nemmeno sapere con certezza di cosa si sta parlando. In questa ottica la stessa classe politica setina potrebbe fare un ulteriore passo per continuare a beneficiare della presenza dei cittadini in aula, comunque uno stimolo per il lavoro che sindaco, giunta e consiglieri, sia di maggioranza che di minoranza, stanno svolgendo. Un tentativo potrebbe essere fatto riportando la convocazione dei Question Time ad una volta al mese e non più ad una volta ogni 60 giorni come accade attualmente. Quando fu fatta quella scelta le circostanze erano differenti, con una sparuta minoranza che nemmeno sarebbe riuscita a produrre un numero sufficiente di interrogazioni per discuterle ogni mese. Invece adesso la situazione è differente, basti pensare che nello scorso question time le interrogazioni presentate (tra il gruppo de Il Biancoleone e quello di SezzeBeneComune) sono state ben 18, alcune delle quali discusse con ritardo rispetto ad alcuni problemi che avrebbero avuto bisogno di risposte immediate e che invece per affrontarli c’è stata la necessità di attendere la convocazione.

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Autore dell'articolo

Simone Di Giulio