Scienza&Tecnologia — 30 Aprile 2019
I terremoti, cosa sono e come si generano

Il terremoto è un evento naturale assolutamente imprevedibile ed improvviso. La Terra è costituita da strati con caratteristiche molto diverse tra loro: i principali sono la crosta, il mantello ed il nucleo. Lo strato più superficiale della Terra (la crosta e la parte più esterna del mantello) è suddiviso in grandi placche che nel loro lento movimento provocano un enorme frizione, con accumulo di energia elastica delle rocce. Quando gli sforzi superano il limite di resistenza delle rocce, avviene una repentina e massiccia frattura che produce una serie di onde elastiche, dette onde sismiche, le quali si propagano in superficie generando il terremoto. Un terremoto genera diversi tipi di onde, le principali sono le onde P e le onde S. Le prime fanno vibrare il suolo nella stessa direzione in cui si propagano; comprimono e dilatano in successione le rocce che attraversano, come una fisarmonica; le seconde fanno vibrare le rocce perpendicolarmente rispetto alla loro direzione di marcia, come una corda che viene scossa. Inoltre le onde P sono più veloci delle onde S (quasi il doppio) e pertanto sono le prime ad essere avvertite e registrate dai sismometri. Per ultime arrivano le onde superficiali, che si propagano solo sulla superficie terrestre. Il punto interno alla crosta terrestre dove si origina la frattura e l’evento sismico è detto ipocentro. La sua proiezione sulla superficie terrestre è detta epicentro, che coincide con il luogo di massima avvertibilità e, talvolta, di effetti dell’evento. Il terremoto ha una durata che difficilmente supera il minuto. Talvolta l’evento principale è preceduto da qualche scossa di “avvertimento”, ma, soprattutto, è seguito da una serie di “repliche” minori, che sono causate dal naturale assestamento del terreno (scosse di assestamento). La grandezza di un terremoto si misura con due diversi valori: la magnitudo e l’intensità. La magnitudo (ideata nel 1935 dal sismologo statunitense Charles F. Richter) si usa per misurare quanto è stato forte un terremoto, cioè per stimare quanta energia elastica quel terremoto ha sprigionato (scala da 1 a 9 gradi). L’intensità invece stima il grado di percezione sulle persone e gli effetti prodotti dalla scossa sulle cose tenendo conto del grado di vulnerabilità degli edifici e delle opere umane (scala da 1 a 12 gradi). Tale scala venne ideata all’inizio del XX secolo dal sismologo italiano Giuseppe Mercalli. Più è alto il grado più è disastroso il terremoto.

I più grandi e devastanti terremoti si sono verificati in Cile (Mw 8.9), Alaska (Mw 8.4), Cina (Mw 8.2), Isole del Pacifico (Mw 8.0), Iran (Mw 7.6), che hanno causato centinaia di migliaia di morti e distruzione.

In Italia dall’inizio del ‘900 ad oggi si sono verificati 30 terremoti molto forti (Mw ≥ 5.8), alcuni dei quali sono stati catastrofici. Il più forte tra questi è il terremoto che nel 1908 distrusse Messina e Reggio Calabria seguito da quello di Avezzano nel 1915 (Mw 7.0), dell’Irpinia nel 1930 (Mw 6.7). Quest’ultima zona è stata oggetto di ben 4 terremoti (1910, 1930, 1962 e 1980) con una magnitudo superiore a 6. Gli ultimi devastanti terremoti in ordine di tempo sono stati quelli dell’Aquila e di alcuni comuni limitrofi nel 2009 (Mw 6.3), dell’Emilia Romagna nel 2012 e l’evento sismico che ha colpito l’Appennino centrale (in particolare i comuni di Amatrice, Accumoli e Arquata del Tronto) tra l’agosto 2016 e il gennaio 2017.

L’Italia è un paese altamente sismico. A causa della sua posizione lungo il margine fra due placche tettoniche che collidono, quella euroasiatica e quella africana, con una certa frequenza si verificano forti terremoti. La conoscenza dei terremoti avvenuti in passato è fondamentale perché ci permette di prepararci all’arrivo di nuovi eventi sismici, che sicuramente torneranno a verificarsi. La vulnerabilità degli edifici, che dipende dal tipo di costruzione e dal suo livello di manutenzione, resta il fattore principale su cui si può intervenire per ridurre gli effetti disastrosi dei terremoti sulle cose e soprattutto sulle persone.

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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