Fantasia — 16 Marzo 2020
Il Boschetto dei Miracoli – III parte

Fin dalla rinascita di Ambrosia, un’atmosfera magica regnava nel Boschetto e rendeva tutti gli esseri quieti e felici. Così, trascorsero i giorni e giunse il momento dell’incontro di Radiosa con le Fate più anziane. Era buona cosa sottoporre a loro la questione della pietra smeraldea lucente. Appena le anziane sagge scorsero tale entità, la riconobbero all’istante: era la “Scintilla creatrice”! Radiosa conosceva bene tale unicità! Essa era la perfetta metà di un originario cuore, era colei che rendeva palpitante la Madre Terra! … La giovane Fata aveva un nodo in gola, era un affetto unico, nato prima del pianeta in cui dimorava. Le anziane Fate le riferirono che un temibile mago, chiamato Bramante, l’aveva rubata dal centro della Terra, aiutato da un malvagio drago, Malvius. Loro ben conoscevano gli effetti miracolosi di questa pietra! Era assolutamente necessario riportarla nelle profondità della Terra! La Scintilla creatrice doveva ricongiungersi alla sua perfetta metà rubino. La metà verde smeraldo veniva chiamata Graent e la metà rosso rubino era Raidur. Esse rappresentavano le pietre più antiche del pianeta. Graent costituiva la vita di tutti gli esseri viventi: pietra, fiore, cespuglio, albero, animale, aria e acqua. Raidur era l’anima primordiale, dalla quale ogni essenza vivente scaturiva e diveniva immortale, era fuoco e terra. Se Graent non si fosse ricongiunta con Raidur, la Madre Terra avrebbe rischiato di morire dolorosamente in una lunga agonia ad opera di eventi ambientali catastrofici trasformandosi in un pugno di polvere …  In seguito a queste rivelazioni, tutte le sagge anziane furono ben concordi nel partire al più presto per il centro della Terra. Era un lungo viaggio e tanti minacciosi pericoli le attendevano. La loro magia era Benigna e forte, ma non sarebbe stato semplice contrastare il malvagio Bramante. Era un mago dell’Oscurità e si narrava che la sua anima fosse così nera in quanto non possedeva un vero cuore palpitante. Qualcuno era persino giunto ad affermare che lo avesse perduto in una di quelle antiche battaglie di cui fu l’artefice. Era in grado di gettare i peggiori sortilegi e maledizioni indicibili, altri maghi e stregoni ne avevano fatto le spese in passato e per questo era dall’intero mondo della magia assai temuto. In seguito a varie riflessioni, ciò che pensavano le anziane Fate era che Bramante desiderava un cuore e per questo bramava Graent. Esso gli avrebbe permesso di poter diventare un essere invincibile e così inesorabilmente avrebbe fatto calare sull’intero Creato l’arida Oscurità. Il giorno della partenza giunse rapido come il volo delle rondini e il tempo stringeva per tutto il Creato. C’era un unico insormontabile problema per tutte le Fate anziane: era il lungo percorso da affrontare per giungere al cuore del pianeta. Troppo tempo avrebbero impiegato per raggiungerlo e la distruzione incombeva su tutti. Era necessario fare presto! Ma come?

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova