Fantasia — 17 Aprile 2020
Il Boschetto dei Miracoli – IV parte

Allora Ambrosia, per la prima volta, si mostrò e si presentò alle sagge Fate e narrò loro della sua ri-nascita grazie alla Fata Radiosa. A seguito di questo momento unico, le sagge anziane, incantate dalla presenza e dall’eloquio della Custode di Alberi si inginocchiarono in segno di grande rispetto. Consapevoli pensarono di trovarsi dinanzi a un essere Sacro in linfa e corteccia. L’emozione, per loro, fu indescrivibile, era la prima volta che scorgevano un albero antropomorfo parlante.

Inaspettatamente, osservando il disagio e la preoccupazione di tutte le Fate poiché la situazione richiedeva grande urgenza, Ambrosia parlò di nuovo e affermò a tutte che lei aveva la capacità di poterle trasportare al centro della Terra, essendone incarnazione e pura estensione. Sarebbe stato semplice per lei perché aveva una diretta connessione e comunicazione con tutto il Creato e tutto ciò sarebbe stato necessario vista la gravità. Le Fate rimasero esterrefatte, erano incredule e grazie ad Ambrosia la speranza era ben visibile sui loro volti. Non tutte le Fate, però, sarebbero partite in questa ardua missione di salvezza, solo quella con più esperienza e destrezza. La prescelta  fu la Fata Spadina, poiché i suoi incantesimi sapevano essere davvero pungenti. Naturalmente le Fate erano pronte a partire all’istante, ma la più anziana e saggia tra di esse affermò che in loro soccorso sarebbe giunto da lì a poco, un potente Mago Bianco e il suo nome era Refato. Era un Signore del Bene, esperto nelle pratiche magiche dell’Armonia e dell’Universo, il suo aiuto sarebbe stato molto prezioso per fronteggiare le forze oscure dello Stregone Bramante. Intanto, in un batter d’occhio giunse sul dorso di un maestoso Drago, il Mago Refato. Questo era di bianco vestito e un bastone di candido legno sormontato da una gemma color cielo, l’Occhio Blu, nel pugno stringeva. Il Drago era Rasgal Testarossa della casata Marmocorazza, era un nobile impavido e portatore di pace ed equilibrio. Grande stupore fu, la meraviglia nello scorgere il luminoso Refato accompagnato da quel vermiglio Drago sorridente, tutte le Fate e la stessa Ambrosia sentirono una piacevole sensazione di conforto, un abbraccio. Vennero le presentazioni e il viaggio velocemente fu organizzato studiando ogni dettaglio con cura.

Ogni cosa era pronta e così Ambrosia chiamò a sé Fata Radiosa e Spadina e infine il Mago Refato con Rasgal. Ambrosia disse a tutti di prendersi per mano disponendosi in circolo intorno a lei, Radiosa, custode e portatrice di Graent, avrebbe stretto la mano di Ambrosia e dal loro legame d’affetto il passaggio avrebbe avuto luogo. Il viaggio parve durare un fugace istante, ma eterno, i loro occhi videro magicamente i pianeti del sistema, il Sole e le vicine galassie ascoltandone la musica primordiale della creazione, incomparabile nei colori e nei suoni con quella terrestre. Breve, intenso e unico: queste furono le emozioni sentite dai nostri viaggiatori nelle pieghe dello spazio e del tempo. Infine, giunsero al centro della Terra. Ciò che avevano vissuto tutti e quello che ammiravano in quello stesso momento non si riusciva a descriverli attraverso le parole. La meraviglia non sembrava esaurirsi.

(Visited 1 times, 1 visits today)

Articoli correlati

Condividi

Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova