Fantasia — 25 Giugno 2020
Il Boschetto dei Miracoli – VI parte

Un personaggio mitico, la cui esistenza si pensava fosse il frutto di fantasiose narrazioni, si materializzò: la anziana e potentissima Fata Rosblanca, la più temuta delle fate tra le streghe e gli stregoni delle forze oscure. Rosblanca era colei che aveva varcato i confini del tempo comprendendone i segreti. Lo stregone Bramante era visibilmente preoccupato, ma ciononostante mostrò arroganza e sfrontatezza. Non perse tempo sferrando un attacco alla esperta Fata, non affatto sorpresa dallo scorretto stregone. Fu una lotta dove nessuno intendeva gettare la spugna, stremati i duellanti si fronteggiavano a colpi di incantesimi, ma quando tutto sembrava pendere a favore della malvagità, Fata Rosblanca mostrò la sua arma segreta. Rosblanca aveva scovato e strappato al regno del male i “Cristalli del Tempo”. Questi erano i custodi del tempo e ogni loro particella era costituita di tempo; cristallo plasmato alle estreme propaggini dell’universo, dove tutto ebbe origine. I Cristalli del Tempo erano un manufatto dal potere immenso e chi li possedeva, aveva una posizione di grande vantaggio: l’abilità di guidare la ciclicità del tempo. Un’arma di mitica memoria che i più credevano fosse una fantasiosa invenzione. Di certo, lo stregone Bramante ebbe un fremito di paura  alla vista dei Cristalli e Malvius rimase pietrificato dallo stupore. Fata Rosblanca venne in soccorso del coraggioso gruppo e lanciò un’occhiata di sfida a Bramante e questo tentò di difendersi e di colpire Rosblanca  in ogni modo, ma la Fata grazie ai Cristalli, infine, ebbe la meglio sul malvagio potere di Bramante. I Cristalli del Tempo vennero attivati dalla potente Fata e inondarono di luce, costituita da ogni elemento universale, lo stregone, il quale venne annientato e si dissolse dinanzi agli occhi di tutto il “Gruppo del Bene”. Infine, giunse il fatidico istante in cui Graent venne riunita, grazie a Fata Radiosa e Ambrosia, alla sua Raidur e ciò che ne seguì fu solo un’altra ondata di luce. Era diversa da quella dei Cristalli, di un colore inedito per la natura terrestre, ma apparso solo nel mitico istante dell’origine dell’universo e tutto fu differente, migliore. In quanto a Malvius riuscì a fuggire di nuovo, come nella battaglia di Ninfea a Diamansia, giurando a tutti i suoi nemici presenti e soprattutto a Rasgal che li avrebbe scovati per distruggerli una volta per tutte poiché detenevano i Cristalli del Tempo appartenenti alla sua stirpe. L’età dei Cristalli non si conosceva ed erano passati di mano in mano, a volte buone e a volte malvagie. I loro passeggeri padroni erano perduti nelle numerose rughe delle lontane epoche, ma tra i loro possessori si ricordavano, in particolare, un’antica casata di Serpi iraconde e astiose. In quel momento, a tutti fu chiaro che Malvius parlava della stirpe del temibile regno dei Lindwurm. Ma “questa è un’altra storia e si dovrà raccontare un’altra volta”.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova