Cultura Maenza slider — 27 novembre 2012
Il Castello di Maenza a difesa di una storia

Edificato nel 1100-1200 come torre d’avvistamento fu dimora di molte famiglie feudatarie ed ora visitabile

Il Castello rappresenta un importante modello per conoscere l’evoluzione storica di questa tipologia di costruzioni nella zona del centro Italia

Fulcro di Maenza è un edificio di grande valore storico, il Castello Baronale. Fu edificato nel 1100-1200 come torre d’avvistamento e fu abitato dalle famiglie feudatarie succedutesi nel corso dei secoli: Annibaldi, Caetani, Borgia, Aldobrandini, Antonelli, De Cabannis e i Pecci. Esso ha pianta quadrangolare con i quattro angoli orientati verso i quattro punti cardinali, fortificati da torrioni, ad eccezione del lato sud, prospiciente lo sperone di roccia che fungeva da protezione naturale. Nel 1274 vi soggiornò San Tommaso d’Aquino diretto a Lione per il Concilio Ecumenico indetto da Papa Gregorio X, nel quale si voleva unire la Chiesa cattolica e quella orientale. Egli sostò nel Castello per far visita alla nipote Francesca, figlia del fratello Filippo II d’Aquino, sposa di Annibaldo II di Ceccano, accompagnato dal suo confessore Fra Reginaldo da Priverno. Durante il viaggio il Santo ebbe dei malori, attenuati dalle cure della nipote, ma persistenti. Egli capì che la sua vita stava per giungere al termine, e si recò nella vicina Abbazia di Fossanova per terminare i suoi giorni. La stanza del Castello dove egli dimorò è situata nel piano nobile ed è attigua alla stanza della nipote, fatta poi decorare dai Caetani, coperta con doppia volta a crociera. Il Castello possiede 4 livelli con 25 stanze. Il primo livello era usato come dispensa e cantina, nel secondo risiedeva la servitù, nel terzo il piano nobile con le stanze dei proprietari e la sala ricevimenti, e nel quarto la terrazza. Nel quarto livello oggic’è la sala convegni dove su una parete sono visibili le tracce di tre spalti merlati (merli rettangolari di tipo guelfo). Nel salone del terzo livello si trovano numerosi stemmi marmorei e pittorici, portali, caminetti rinascimentali e dipinti murali ornamentali; un pregevole micromondo storico, artistico e stilistico. Nel 1986 il Castello ha beneficiato di un meticoloso restauro finanziato dalla Provincia, con progetto dell’architetto Eros Ciotti, che permette oggi di ammirare l’edificio nel suo splendore, leggendo le strutture come se si sfogliasse un libro di storia. Il restauro del luogo è stato eseguito rispettando gli elementi originali, ma è stato dotato di moderni dispositivi tecnologici per renderlo più versatile e permettergli di esprimere al meglio le proprie potenzialità, difatti ospita vivaci eventi culturali. Nel secondo livello si trova la sala che contiene la Mostra didattica permanente che narra la storia del Castello, del suo restauro, conserva donazioni e comprende più sale destinate alla ricerca e laboratori. Le famiglie che vi hanno dimorato hanno apportato ampliamenti, come i torrioni angolari e le feritoie per i cannoni, che vennero inserite intorno al 1500. Il luogo è visitabile tutti giorni, gratuitamente. Il Castello rappresenta un importante modello per conoscere l’evoluzione storica di questa tipologia di costruzioni nella zona del centro Italia, per il doppio sistema di difesa e le modifiche che ha vissuto. Un’ulteriore testimonianza della ricca memoria storica che risiede in queste terre.

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Autore dell'articolo

Federica Villanova
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