Cori Cultura — 06 settembre 2017

L’estate corese trova una nuova interpretazione del patrimonio culturale, il festival “CALA”, ovvero Contemporary Actions Loose Aesthetics, che tradotto suona come azioni contemporanee ed estetica libera. Proprio perché CALA scende per inserirsi in una realtà antica, per scioglierne i nodi, o forse piuttosto per trovarli e farne qualcosa di nuovo, di diverso. Un vento fresco, che toglie la polvere a quei monumenti che troppo spesso sono vestigia di una memoria mozza, fissa, interminabile.

Dal 17 al 22 luglio la manifestazione, sostenuta dalla Regione Lazio e dal Comune di Cori, ha messo insieme un insieme di professionalità del mondo dell’arte contemporanea, diversissime tra loro, ma che proprio per questo danno veste nuova al mondo antico. CALA non è per questo solo un festival, ma un progetto di reinterpretazione delle espressioni della contemporaneità e delle performance italiane e straniere. Non ha eguali nel resto della provincia, e rispetto anche alla stessa Roma, intrappolata nel proprio passato, tra impero, Rinascimento e Barocco, detto in maniera semplificatoria.

In quei giorni, si sono visti ballerini muoversi danzando sulle mura ciclopiche, laboratori artistici tra i monumenti, spettacoli d’avanguardia tra i giardini ed i chiostri, residenze d’artista di sperimentazione e ricerca, portando l’interazione tra pubblico e artisti ad un intreccio emozionante, forte, di complicità. Si sono espressi artisti da numerosi paesi che hanno prodotto anche stage artistici, tra l’altro con il supporto dell’associazione culturale  Matisse, guidato dall’instancabile Loretta Della Vecchia, artista corese con formazione d’eccellenza.

In ordine cronologico: 17 e 18 luglio, Davide De Lillis (Italia/Germania) e Sebastian Collado (Cile/Germania) hanno aperto le giornate dedicate alle performances, presentando dalle ore 19 alle 21, in contemporanea a piazza Romana e piazza Signina, ‘Yet Untangling’. Il 19 luglio alle ore 21, sulle Mura Poligonali davanti al Palazzo Comunale, è stato possibile assistere alla performance aerea ‘Against The Wall’ con Paula Chaves (Colombia/Olanda) e Mandy Camper (Olanda). Il 21 e il 22 luglio, il Giardino del Museo della Città e del Territorio di Cori, hanno ospitato i coreografi Fenia Kotsopoulou (Grecia/Inghilterra), Mao Nagakawa (Giappone/Olanda), Irina Lavrinovic (Lituania/Belgio) e Asher Lev (Israele/Belgio), Martin Hansen (Australia/Germania), Fabrizia D’Intino (Italia), ed Isadora Tomasi (Italia/Olanda).

Il festival nasce da tre coresi potremmo definirli in fuga, Riccardo Guratti, Davide De Lillis ed Eleonora Morza. I primi due sono artisti nati a cresciuti a Cori, che rispettivamo ad Amsterdam e Berlino sono riusciti a crescere ed avere il proprio talento riconosciuto. Eleonora, invece, è stata perennemente attiva nel territorio, e sostiene attivamente il festival con Teameia Cultura, nata dal progetto regionale G.E.L.A. per lo startup d’impresa. Vive attualmente in Spagna.

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Autore dell'articolo

Marco De Cave