Scienza&Tecnologia — 22 ottobre 2018
Il Cubo che fa impazzire il mondo

È stato definito uno dei più grandi rompicapo del secolo scorso ed ancora oggi appassiona grandi e piccini: il cubo di Rubik o cubo magico. Fu inventato dal professore di architettura e scultore ungherese Erno Rubik (nella foto) nel 1974. Rubik costruì il primo cubo da solo forando dei pezzetti di legno ed unendoli tramite degli elastici, successivamente la Ideal Toys commercializzò il prodotto fuori dall’Ungheria ribattezzandolo “Rubik’s Cubo”.

Su un classico cubo di Rubik, ognuna delle sei facce presenta un particolare colore: bianco, giallo, rosso, verde, blu e arancione. Nei primi cubi messi in commercio, la posizione dei colori variava da un cubo all’altro. Un meccanismo interno permette alle facce di ruotare in modo indipendente, così da mescolare i colori del cubo. Per risolvere il rompicapo, ogni faccia deve tornare a mostrare un solo colore.

Vediamo qualche numero: nel mondo sono stati venduti più di 400 milioni di pezzi, su Youtube sono stati postati oltre 40000 tutorial per aiutare le persone a risolverlo; qualcuno ha pensato di realizzare una versione in oro, rubini e smeraldi del costo di un milione e mezzo di dollari! Il cubo, nella versione 3x3x3, può assumere ben 43.252.003.274.489.856.000 di combinazioni possibili, senza considerare le rotazioni delle 6 faccette centrali, di cui solo una è quella corretta.

Il rompicapo è disponibile in 4 versioni differenti: 2×2×2 (Pocket Cube), 3×3×3 (Rubik’s Cube), 4×4×4 (Rubik’s Revenge) e 5×5×5 (Professor’s Cube). Recentemente, l’inventore greco Panagiotis Verdes, ha brevettato un metodo di creazione del rompicapo per arrivare a 11×11×11. Vi è inoltre una variazione del cubo di Rubik chiamata Sudokube: come il nome suggerisce, è una combinazione del cubo con il popolare gioco di logica Sudoku.

Ma come mai tanto interesse per un “semplice” giocattolo ? Il Cubo di Rubik è un oggetto interessante per i matematici perché rappresenta, mediante un oggetto fisico, concetti  dell’algebra astratta come la teoria dei gruppi. Esattamente come avviene nelle lancette dell’orologio che arrivate alle ore dodici ripartono dall’una, le mosse in un cubo di Rubik producono configurazioni che si ripetono.

Esistono diversi metodi di risoluzione del gioco: il più intuitivo è il metodo a strati e consiste nella risoluzione strato per strato e presenta il vantaggio di dover memorizzare pochi algoritmi; il metodo Petrus, che consta di 7 fasi, ha il vantaggio di non disfare quasi mai la parte del cubo che si è già costruita mentre il metodo Fridrich rappresenta il metodo generalmente più veloce, è il più usato dagli speedcuber professionisti ed implica la memorizzazione di 78 algoritmi solo per l’ultimo strato!

Ancora oggi si svolgono veri e propri Campionati del Mondo nei quali i concorrenti, che giungono da ogni parte del pianeta, si sfidano nel ricomporlo. L’olandese Mats Valk, nel marzo 2013, ha impiegato 5,55 secondi per risolvere il cubo, l’indonesiano Fakhri Raihaan ci è riuscito in 27 secondi e 93 centesimi con i piedi; il polacco Marcin Zalewski in 23,80 secondi bendato. Il più giovane a risolvere il cubo è stato il cinesino Yi Hui di 3 anni impiegandoci 2 minuti e 43 secondi. Esiste anche un detentore del record opposto: il muratore britannico Graham Parker che ha impiegato 26 anni per venire a capo del rompicapo e che ha confessato di aver pianto una volta esserci riuscito. Sarà stato un pianto di gioia o di vergogna?

 

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Autore dell'articolo

Giorgio Agostini
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