Alimentazione&Salute — 25 Giugno 2020
Il diabete peggiora la diagnosi Covid-19

Le persone con diabete sono state tra le più colpite dalla pandemia da SARS-CoV-2. Ad oggi le stime ci indicano che una percentuale tra il 20% e il 50% di pazienti con Covid-19 presentano diabete e molti tra questi anche una concomitante cardiopatia ischemica. Questo non vuol dire che il diabete predispone a un maggior rischio di contrarre l’infezione, ma che una volta contratta il diabete aumenta il rischio di complicanze e prognosi sfavorevole. Si è visto che i pazienti diabetici affetti da COVID-19 sono a maggior rischio di polmonite grave, è stato riscontrato un maggior livello sierico di biomarcatori correlati all’infiammazione e uno stato di ipercoagulabilità. Inoltre il virus Sars-CoV-2 determina una disregolazione del metabolismo del glucosio che aggraverà il diabete e peggiorerà la polmonite, in una sorta di circolo vizioso. Tuttavia la malattia ha una prognosi migliore quando la glicemia è sotto controllo. Gestire al meglio il glucosio nel sangue potrebbe quindi essere un aiuto efficace per migliorare la prognosi dei pazienti con COVID-19 e diabete pre-esistente.

Per queste ragioni le persone affette da diabete dovrebbero prestare maggiore attenzione ai loro comportamenti e alla gestione della patologia, soprattutto in questa fase delicata.

Ecco i punti salienti:

Mantenere un controllo metabolico ottimale. Per prevenire l’infezione è necessario che i pazienti diabetici controllino regolarmente glicemia, pressione arteriosa, livelli sierici di colesterolo e trigliceridi. Non vanno modificate o sospese le terapie in atto, se non sotto stretto controllo medico che può avvenire anche da remoto, con strumenti di telemedicina o comunicazioni via e-mail o sms.

Prevenire/Correggere sovrappeso e obesità. L’obesità e il sovrappeso rappresentano importanti fattori di rischio per i pazienti con Covid-19. L’eccesso ponderale crea uno stato infiammatorio cronico di basso grado e alterazioni dell’immunità alterando la risposta agli agenti infettivi. Il grasso in eccesso, inoltre, riduce il volume polmonare, altera la meccanica respiratoria e l’ossigenazione in corso di ventilazione meccanica, soprattutto in posizione supina.

Seguire un accurato Follow-up in fase post-infettiva. Il Sars-CoV-2 può indurre alterazioni metaboliche di lunga durata, pertanto i pazienti guariti da COVID-19 dovrebbero monitorare accuratamente l’assetto cardio-metabolico nei mesi successivi, interfacciandosi anche a distanza con il diabetologo, il medico di famiglia e il dietista di riferimento.

L’inizio della fase 2 con l’aumento delle aperture e la conseguente maggior circolazione delle persone  rappresenta un momento molto delicato e incerto. Le persone con diabete non devono abbassare la guardia, anzi le regole di igiene, distanziamento sociale e utilizzo di sistemi di protezione individuale devono essere rispettate con un’attenzione maggiore.

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Autore dell'articolo

Laura Guarnacci
Laura Guarnacci

Dietista