Miti e Leggende — 17 Aprile 2020
Il Drago di Nuova Brandeburgo

Questo mese viene dedicato ad una saga mitteleuropea, in particolare, originaria del Meclemburgo, nella quale vengono specificati e ubicati nello spazio (e spesso nel tempo) i luoghi in cui avvennero gli eventi con tanto di principe valoroso che affronta il Drago, e se stesso. Sarebbe interessante domandarsi, se queste saghe siano davvero tutte il frutto di tradizioni, superstizioni o allestimenti folcloristici studiati ad hoc per poter dare prestigio ad un determinato luogo, o famiglia. Naturalmente, a me, che sono un instancabile sognatrice che crede nel potere della Fantasia, piace pensare che millenni di leggende e saghe diffuse in tutto il globo, raccontino delle storie che non siano soltanto state ideate come monito per i monelli o per poterne scorgere un significato metaforico, più profondo ormai incomprensibile ai più come solita scusa per giustificare la nostra moderna ignoranza. A me piace pensare che qualche Drago sia esistito davvero, almeno per qualche istante … un pizzico di magia è in grado di cambiare il mondo!

Nei pressi della ex strada provinciale fra Nuova Brandeburgo e Stavenhagen, nei comuni di Gavezin e di Blankenhof, c’erano una volta tre montagne, la Blocksberg e Fabsberg e la Lindberg. Molto tempo fa qui vivevano dei Draghi. Quando si distendevano sembravano un abete mozzato, ed erano temuti ovunque. Una volta un carro percorreva la strada e non lontano dal mulino si imbatté in un giovane Drago addormentato sotto il sole proprio in mezzo alla strada. Pensando fosse un ramo d’abete, il cocchiere proseguì, ma dall’urlo dell’animale calpestato capì di che cosa si trattava e si allontanò in tutta fretta. Il vecchio Drago, però, accorse al grido e trovò il piccolo morto. In preda all’ira si gettò su un carro carico di fieno che stava andando verso Nuova Brandeburgo. Il bracciante però lo vide e scappò al galoppo. Per fortuna, dietro al recinto di Neuendorf perse il gancio del rimorchio, così che questo, carico di fieno, si bloccò e il bracciante poté fuggire velocemente via con la parte anteriore del carro. Subito il Drago si mise a rovistare nel fieno, ma non trovando nessuno si mise alla caccia del bracciante e per fare più in fretta si morse la coda, in modo da rotolare dietro al carro come una ruota. Il bracciante riuscì però a raggiungere la porta di Brandeburgo che fu precipitosamente chiusa dietro di lui, così il Drago rimase fuori. Il Drago rimase davanti alla porta, laddove oggi si trova la Chiesa di San Jürgen, e nessuno degli abitanti di Brandeburgo osava uscire fuori. In città vi era un principe straniero di nome Georg che prese la decisione di affrontare il Drago. In una lotta dura riuscì a mozzare all’animale la coda, che era la sede della sua forza, e così facendo lo uccise. In ricordo della circostanza fu costruita la Chiesa di San Jürgen, sul cui altare è posto un quadro che raffigura questo fatto.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova