Miti e Leggende — 16 Novembre 2019
Il Drago e l’Alchimia

L’alchimia è una delle discipline esoteriche tra le più antiche tramandateci, essa è un corpus di conoscenze religiose, filosofiche e scientifiche. L’alchimia è la scienza per mezzo della quale gli uomini tramutano i metalli più vili in nobili, inoltre essa ha la pretesa di trovare medicamenti che pongano fine alle malattie e possano prolungare la vita degli uomini ben oltre i loro limiti naturali. La più importante ricerca condotta dagli alchimisti era quella di trovare la pietra filosofale, essa è il rimedio ad ogni malattia, è il massimo bene della natura. Parlare di oro e pietra filosofale rimanda non soltanto al valore materiale e quantitativo dei soggetti in questione, piuttosto tutto ciò nasconde una verità più grande e assai più rilevante ai fini della conoscenza umana. Questa verità è la ricerca, l’incontro e il ri-trovamento della propria parte più intima e più sana, sacra e vera: la nostra anima. Questo era lo scopo e il vero fine degli alchimisti e tra i più celebri si ricordano Paracelso e Fulcanelli; i veri alchimisti si votavano al silenzio poiché erano convinti che sarebbero stati puniti da Dio e inoltre dovevano distinguersi dai ciarlatani o finti alchimisti che con le loro conoscenze potevano arricchirsi a loro discapito e del prossimo. Per questa motivazione, gli alchimisti svilupparono un linguaggio metaforico e oscuro, comprensibile solo dagli adepti. Essi parlano di materiali maschili e femminili, di metalli immaturi e malati; proprio in questo ambito ci si imbatte con il simbolo del “drago”. Il drago, in alchimia, rappresenta la materia prima, nel suo stato imperfetto e non rigenerato. È necessario che questa materia prima venga ricondotta al suo stato non metallico affinché possa ricevere un nuovo spirito. Così il drago che si è morso la coda, deve continuare con questo gesto perché attraverso di esso, egli finirà con il distruggersi. Se il drago viene ucciso, viene liberato e alla fine ciò che rimane e che l’animale è null’altro che l’oro, che esso protegge. In alchimia, esistono altri significati connessi all’archetipo del drago, per esempio un drago alato rappresentava l’elemento volatile, mentre un drago senza ali era posto in relazione al mercurio. Proprio il mercurio, il padre di tutti i metalli, viene definito “il vecchio drago” che si trova ovunque sulla terra, lui scende nella terra e sale nel cielo, lui è “il padre e la madre”, “la morte e la rinascita”, “il visibile e l’invisibile”. Il drago è il mediatore tra cielo e terra, tra dei e uomini. Lui conosce ogni cosa e incarna attraverso l’immagine alchemica di “Uroboro”, il drago o il serpente che si morde la coda, l’eterno ritorno, il perpetuo rinnovamento. Esso divora se stesso, sposa se stesso e genera da se stesso affermavano gli alchimisti. È il simbolo della vita, dei suoi mutamenti e dell’elevazione spirituale destinata a colui che affronta se stesso, il suo nemico, il suo drago interiore sconfiggendolo e poi … solo la Consapevolezza.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova