Cultura Sonnino — 01 aprile 2014
Il No del “Lombroso” e l’ira dei sonninesi

Il Museo torinese, venuto in possesso dei resti di Antonio Gasbarrone, non intende restituirli ma il sindaco insorge

Il campione del mondo sonninese, “Spillo” Altobelli, ha abbracciato la causa portata avanti dal Comitato

gasbarrone

L’Amministrazione comunale di Sonnino e il Comitato “No Lombroso” sono parti nella controversia extragiudiziale che li vede contrapposti all’Università degli Studi di Torino, con oggetto la restituzione alla comunità di origine dei resti e di qualunque altro oggetto appartenuto ad Antonio Gasbarrone, noto popolarmente come “Brigante Gasparone”, in base a quanto deliberato dal Consiglio comunale di Sonnino in data 20 dicembre 2010 (deliberazione n.54). Le spoglie e i resti di Gasparone pervennero irregolarmente in possesso di Cesare Lombroso, che se ne appropriò per trasmetterli poi all’Università degli Studi di Torino e in specie al museo oggi intitolato allo stesso Lombroso, nelle cui sale i resti e i beni appartenuti a Gasparone sono tuttora esposti.

Il Comune di Sonnino (LT) e il Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” (Via B.Verro 12, Milano) rendono noto di essere entrati in possesso di documenti originali che testimoniano come il Museo di Antropologia Criminale “Cesare Lombroso” abbia già provveduto, in passato (1991), a restituire al Comune di Arcidosso (GR) reperti pervenuti in suo possesso tramite le poco ortodosse pratiche lombrosiane. Con precisione si tratta delle spoglie, cimeli e paramenti appartenuti a David Lazzaretti, il fondatore della Chiesa Cristiana Giurisdavidica di Monte Labbro.  “Restiamo indignati di fronte a questo comportamento carico di palese parzialità del Museo “Cesare Lombroso”, alias Università degli Studi di Torino, discriminante verso Antonio Gasbarrone e invece compiacente nei confronti di David Lazzaretti, pertanto, l’Amministrazione comunale di Sonnino è intenzionata a percorrere ogni via legale che possa condurre a recuperare i resti umani ed i cimeli appartenenti al suo più noto personaggio storico, quale fu il brigante”, questa la dichiarazione del Sindaco De Angelis.

 Rappresentante del Comitato Tecnico Scientifico “No Lombroso” per l’area dei Monti Lepini/Ausoni è l’operatrice del Museo delle Terre di Confine, la dott.ssa Maurizia De Angelis. Già membro dell’Albo d’oro del Comitato, per conto dello stesso l’operatrice si sta adoperando per ottenere l’adesione di più Enti ed organismi associativi possibili. A tal fine, sono stati contattati: le Amministrazioni comunali di Priverno, Roccasecca, Itri e Cellere, i rispettivi Musei del brigantaggio della Regione Lazio, tra cui quello sonninese e molte associazioni della zona. L’adesione al Comitato proposta è del tutto morale e gratuita, esso vuole essere un forte strumento di pressione affinché il Museo Lombroso di Torino restituisca i resti umani non solo di Gasbarrone ma di tutti coloro che vi sono “imprigionati”, così che trovino finalmente una degna sepoltura ed il più cristiano “eterno riposo”.

Ha già dato risposta positiva un sonninese d’eccezione: è sempre di questi giorni la notizia che il celebre campione del mondo sonninese, Alessandro Altobelli detto Spillo, da sempre legato alle sue origini, ha abbracciato la causa portata avanti dal Comitato “No Lombroso” diventandone testimonial. Un sonninese doc da sempre legato alla storia locale, in primis alla figura del suo più noto concittadino, il brigante. Spillo ha aderito con entusiasmo riproponendosi di dare tutto il suo sostegno al paese natale ed allo stesso Comitato, per coronare questo sogno comunitario che vuole liberare il brigante “gentiluomo”, il Robin Hood sonninese, per riportarlo tra quelle montagne che gli sono state negate in vita, all’ombra dei cipressi del cimitero del suo Sonnino.

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redazione