Cultura Priverno — 04 marzo 2013
Il Nodo di Salomone in ricordo di Cristo

Il simbolo rappresenta la Croce e di conseguenza evoca il sacrificio di Gesù avvenuto per l’umanità

Gli studiosi pensano che sia giunto fino a noi attraverso la cultura dei Celti basata su una simbologia rappresentante nodi ed intrecci.

Quando si giunge all’Abbazia di Fossanova si respira e si avverte una particolare atmosfera di sacralità e si viene avvolti da questo piacevole alone di saggezza e mistero. L’indescrivibile bellezza di questo luogo è pari alla ricchezza degli antichi simboli che custodisce; oltre alla Triplice Cinta e al Centro Sacro è presente il Nodo di Salomone. Quest’ultimo simbolo si trova nella Sala del Capitolo dell’Abbazia: si scendono le scale, voltandosi a destra lo si vede chiaramente. Questo tipo di simbologia è molto arcaica, risale all’epoca preistorica ed è riscontrabile nelle tradizioni dei popoli asiatici, africani, delle Americhe ed europei. Gli studiosi pensano che sia giunto fino a noi attraverso la cultura dei Celti basata su una simbologia rappresentante nodi ed intrecci. Fondamentalmente il Nodo simboleggia il legame, esso ha un doppio significato: positivo, perché è la forza benefica che unisce, rafforza e protegge; mentre se negativo, è un vincolo che lega, costringe ed imprigiona. Il Nodo è formato da due serie di anelli che si incrociano tra loro formando una sorta di croce. Il suo intreccio chiuso rappresenta la ciclicità e l’eternità e le sue forme ondulate alludono alla Forza creatrice ed energetica della Madre Terra, associate all’elemento dell’acqua. Il Nodo è detto di Salomone, figlio di Davide e saggio re di Israele, è una delle figure fondamentali nella Bibbia e nella storia degli Ebrei, perché ricevette da Dio la capacità di discernere il Bene dal Male. Salomone è anche celebre per aver costruito il Grande Tempio di Gerusalemme dove era custodita l’Arca dell’Alleanza, simbolo del Patto tra Dio e gli uomini. Probabilmente questo simbolo fu attribuito a Salomone perché in epoca basso medievale era prestigioso conferire dei simboli a quest’importante figura cristiana. Con la caduta dell’impero romano avviene una reinterpretazione di questo simbolo, utilizzato in età romana come elemento decorativo, e si arricchisce di nuovi significati ereditati dai culti delle popolazioni germaniche. Il Nodo di Salomone compare in elementi architettonici come architravi, capitelli delle colonne; è come se esso circoscrivesse diversi luoghi di un edificio religioso a diverso grado di sacralità. Quindi il Nodo di Salomone può rappresentare la Soglia, simbolo del passaggio ad un’altra vita, la vera vita. Nell’epoca gotica si compie una rivoluzione nell’ambito architettonico, religioso e culturale. In particolare, sul piano architettonico si cerca di diffondere silenziosamente un’antichissima conoscenza attraverso la modalità di costruzione delle cattedrali ben compresa dai nuovi ordini cavallereschi nascenti quali i Templari, ad esempio. Questi luoghi di culto erano caratterizzati da molti simboli di antica saggezza; in particolare il Nodo di Salomone, per i Templari, giunti anche a Fossanova, simboleggiava la Croce, segno dell’alleanza sacra ed indissolubile che sostiene il crociato. Quindi se il Nodo di Salomone rappresenta la Croce, esso è la prefigurazione simbolica del Sacrificio di Cristo avvenuto per l’umanità e ricordato nelle epoche grazie a questi antichi simboli, cosicché il ricordo perduri nel tempo nel cuore degli uomini.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
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