Attualità Latina slider — 15 giugno 2017
Il Parco comunale e la polemica dei mille nomi

Ogni cambiamento porta con sé consensi e polemiche ma questo ha veramente scatenato il popolo dei social, politici, storici, appassionati nelle piazze e nei bar, dando vita a un dibattito interessante ma, a tratti, paradossale. L’idea venne lanciata nel 2014 da Graziano Lanzidei che promosse una petizione sul sito www.change.orgchiedendo la revoca dell’intitolazione ad Arnaldo Mussolini -fratello del Duce, morto prima della nascita della città- dei giardini pubblici di Latina risalente agli anni ’90 sotto l’amministrazione Finestra: “è importante ricordare la Storia e le storie, qualsiasi esse siano, ma non è necessario strumentalizzarLa e/o strumentalizzarle […] si tratta di una delle figure più torbide del Regime, invischiato in parecchi scandali”, le parole di Lanzidei. A distanza di quasi tre anni l’amministrazione Coletta propone il cambio di intitolazione avendo a mente di dedicare un luogo pubblico centrale alla memoria dei giudici Falcone e Borsellino, uccisi dalla mafia, e sceglie proprio questo come nuovo nome per i giardini comunali…ecco la bufera. Da destra a sinistra, senza distinzione, piovono critiche: una lista civica, nata senza colore politico ma figlia di tante sensibilità che decide unanimemente senza interpellare la cittadinanza e finendo, in tal modo, per dividere la popolazione. Coletta, dal canto suo, parla dell’assenza totale dell’intenzione di negare la storia, “la storia va collocata con le persone giuste al posto giusto, ha più senso ricordare Valentino Orsolini Cencelli che ha diretto tutte le operazioni della bonifica pontina, dunque vero fondatore della Città piuttosto che il fratello del Duce, Arnaldo. Dietro la mia proposta non c’era alcun intento divisorio”, ha dichiarato il primo cittadino di Latina, “resto inoltre convinto che a Falcone e Borsellino, vero esempio di legalità e profondo coraggio, vada intitolato un luogo centrale e ugualmente importante”. A dire la sua su questa storia c’è anche il Premio Strega 2010 Antonio Pennacchi, scrittore e profondo conoscitore della storia e delle tradizioni di Latina che, alla domanda del Corriere.it risponde: “togliere Arnaldo Mussolini è una cosa positiva, non era una gran persona, ma per favore chiamateli semplicemente Giardinetti come li chiamano tutti quelli della mia generazione, dagli anni ’50 in poi…come li chiamo io nei miei romanzi”.

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Autore dell'articolo

Memi Marzano