Politica Sezze — 01 aprile 2017
Il Pd non trova la quadra, primarie il 26 marzo

Primarie domenica 26 marzo. E’ questa la data scelta dal Partito Democratico per dirimere elettoralmente le contraddizioni interne e fornire alla città un unico candidato per le elezioni che presumibilmente si svolgeranno a giugno. Dopo la presa di coscienza, arrivata al culmine di una delle ultime riunioni, che la frattura all’interno del partito non si sarebbe potuta sanare con la diplomazia, i vertici locali del partito si sono incontrati per aprire il nuovo fronte, quello delle Primarie la cui data è stata fissata al 26 marzo. Una data quasi obbligata per fissare lo strumento che stabilirà chi sarà il candidato del Partito Democratico, considerando che la domenica successiva (2 aprile) a Sezzer si svolgerà la Sagra del Carciofo e che poi ci sia avvicina al periodo delle fe4stività pasquali. Il partito ha deciso quindi di rispettare lo statuto e di fissare la data all’ultima domenica di marzo ed ha nominato la commissione (rispettando la territorialità, formata da Giancarlo Loffarelli, Giovanbattista Raimondi, Giuseppe Campoli, Paolo Rizzo, Giovanni Bernasconi e Remo Grenga) che darà il via ad una serie di incontri che dovranno raccogliere le candidature e stabilire le regole da seguire. Se non ci saranno colpi di scena imprevisti, la partita per la candidatura alle prossime elezioni sarà a due: Sergio Di Raimo, attuale presidente del consiglio comunale, ed Enzo Eramo, attualmente assessore a Sport, Scuola e Servizi Sociali. Difficile ipotizzare “terzi incomodi”, ma in politica nulla è scritto e un terzo candidato potrebbe sparigliare il mazzo e aprire nuovi scenari per un partito sempre più frammentato, in ogni ambito lo si guardi. La questione su chi sarà il candidato sindaco per la tornata delle amministrative previste per la prossima primavera, andava avanti da circa 3 mesi. Dopo un lungo testa a testa tra Di Raimo ed Eramo, con i due che si sono in diverse occasioni superati vicendevolmente in termini di chance di essere candidati, la situazione si è fossilizzata sulla strada delle Primarie. Una scelta che suona come una sconfitta, considerato che 3 mesi non sono bastati per trovare la quadra in un partito che dopo 10 anni di governo ininterrotto della città e dopo il 70,2% raccolto come coalizione solo 5 anni fa, non è mai sembrato così spaccato, frutto probabilmente anche della situazione nazionale, con una clamorosa scissione in atto.

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Autore dell'articolo

redazione