Editoriale Aprile 2014

Rischio di apparire ripetitivo ma se hai a cuore un argomento ci torni spesso e volentieri. Il nostro territorio e nello specifico Monti Lepini e Pianura Pontina possono diventare un traino economico in ambito regionale persino nazionale. Utopia? Forse, ma non troppo. In passato siamo stati legati, come la gran parte del tessuto economico del sud Italia, agli investimenti delle multinazionali che hanno consentito di sviluppare lavoro e ricchezza per i nostri nonni e i nostri padri. Ora le multinazionali rimaste nella nostra provincia si contano sulle dita di una mano e dunque le basi del rilancio economico devono forzatamente poggiarsi su altri pilastri. Quali? L’agricoltura, il turismo e l’enogastronomia. Lo start up di questo lavoro è stato già compiuto ed è dimostrato dalle recenti promozioni delle nostre eccellenze di prodotti alimentari e da escursioni turistiche organizzate da piccole aziende o associazioni. Dunque a questo buon lavoro occorre il cambio di passo per avere un ritorno economico a cascata per tutto il territorio. Deve essere una scelta politica e strategica ben precisa al fine di evitare problematiche e nodi ormai giunti al pettine. Le multinazionali investono su un determinato territorio se hanno vantaggi e se ne vanno quando perdono interesse con buona pace dei locali. Se, invece, è la vocazione del territorio stesso a fornire strumenti di lavoro può essere inizialmente difficoltoso ma indiscutibilmente vantaggioso e non si perdono competenze e peculiarità.

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