Editoriale Dicembre 2013

Perché ci stupiamo tanto se l’acqua piovana, i fiumi o i mari si riprendono, a volte anche con violenza, ciò che noi gli abbiamo preso senza alcun diritto? Si possono costruire case, quartieri o addirittura intere città sul letto di un fiume? L’Italia è un paese ad altissimo rischio idrogeologico ed il nostro territorio non fa eccezione. Non dobbiamo mai dimenticare che le nostre zone pianeggianti si presentano sotto il livello del mare a proteggerci dalla furia del mare ci sono quelle dune che ci stiamo impegnando a trascurare o addirittura distruggere. Parliamo poi dei centri cittadini? Rotonde dove l’acqua confluisce e stagna per giorni. La Pianura Pontina era una palude ed è stata bonificata grazie ai canali ed al lavoro di tanti genitori, nonni e bisnonni che ci hanno lasciato un’area in cui vivere. Bene, di questo passo la palude si riprenderà il suo posto solo che invece di stagnare su aree argillose soggiornerà su comodo asfalto e cemento. Tombinare canali o torrenti, infatti, non elimina l’acqua ma cambia solo superfice sul quale scorrere, talvolta tranquillamente altre con inaudita violenza. I drammi e i lutti di questi giorni ci insegnano per l’ennesima volta che siamo noi a volerli, non la natura. Troppo spesso amministratori assolutamente miopi e ingegneri silenti confezionano cambiali per i cittadini e quando quella cambiale scade, non può essere assolutamente differita perchè la natura si prende il suo posto quando vuole lei e non quando vogliamo noi.

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