Editoriale Luglio 2017

Quando ti scippano un giorno di festa….

Nella realtà in cui viviamo, ogni genitore che si rispetti vorrebbe vedere “sistemati” i propri figli sia da un punto di vista lavorativo che affettivo. Molto spesso, i risparmi di una vita vengono impiegati per il matrimonio cui si aggiungono tanti sacrifici fisici e morali per far sì che tutto, quel giorno, sia perfetto. Si sistema la casa degli sposi, quella dei genitori dove lo sposo o la sposa solcheranno per “l’ultima volta” il portone di casa, si pensa al ristorante, agli invitati, le bomboniere e il tutto, quasi sempre, con largo anticipo, tenendo in ansia e apprensione l’intera famiglia.

Arriva finalmente la data tanto attesa, tutto sta andando come organizzato: il rinfresco a casa, la funzione religiosa e quindi il pranzo. Ad un certo punto però capita qualcosa che rovina tutto, qualcosa che non era stato previsto o a cui si poteva pensare solo come la peggiore delle ipotesi. Capita che, mentre comincia la festa, mentre gli sposi e gli invitati sono presi da brindisi e antipasto, qualcuno si permette di sabotare quello che, per una famiglia e i loro invitati, dovrebbe essere il giorno più bello.

Tutto ciò non è accaduto “agli altri”, non in un Paese lontano ma a due ragazzi di Sezze, nostri concittadini, che si sono sposati lo scorso sabato 24 giugno.

La casa degli sposi, quella dei genitori e altre abitazioni in cui vivono persone che stavano partecipando al matrimonio, sono state interamente svaligiate da chissà quale banda di ladri che ha scelto quel giorno proprio perchè, avendo la certezza che in quelle case non ci fosse nessuno, ha potuto operare indisturbata.

Al di là del danno materiale arrecato, in termini di finestre e muri rotti, cassetti e armadi rovistati, la cosa che lascia più riflettere è la libertà che questa gente si prende nel rovinare letteralmente quello che, per onesti lavoratori, dovrebbe essere un giorno di festa. A tutto ciò va aggiunta la brutta sensazione che si prova quando la propria casa viene “profanata” da gente senza scrupoli, quando quello che è stato costruito con anni di sacrifici viene violato da chi ha l’unico scopo di arraffare il più possibile, calpestando sentimenti, ricordi, legami affettivi racchiusi in oggetti più o meno preziosi.

Oltre alla perdita economica rimane la sensazione di impotenza di fronte a queste persone, organizzate nelle cosiddette “bande dei matrimoni”, che approfittando dell’assenza legata ad un evento, si introducono nelle nostre case, in pieno giorno, portandoci via la tranquillità e un pezzo della nostra storia che, probabilmente, dopo poco non sarà altro che del metallo fuso.

Tanta tristezza e sconforto per episodi di questo tipo che, a quanto pare, non sono neanche troppo sporadici e che dovrebbero farci riflettere sulla nostra sicurezza e sulla disinvoltura con cui questi ladri si insinuano nelle nostre case.

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