Editoriale Marzo 2015

Non servono i tedeschi

di Andrea Giansanti

Mercoledì, ore 19. L’ufficio postale chiude fra 10 minuti, agli sportelli non c’è nessuno in coda, l’operatore svolge in pochi secondi le procedure di pagamento relative ai bollettini per il rinnovo della patente di guida. A pochi passi di distanza l’ingresso dello studio del medico abilitato alla visita di controllo. Anche qui nessuna coda: lo specialista effettua immediatamente le valutazioni sull’idoneità a mettersi al volante, e tramite un lettore di codici a barre passato sulle ricevute, trasmette al Ministero l’avvenuto versamento dei bollettini. Con uno scanner rileva la fototessera e la firma, e invia anche quelle. L’ammontare della visita, pari a 30 euro, viene pagato dietro presentazione di regolare ricevuta, e alle 19,30 l’intera procedura è finita. “Il documento le verrà recapitato tramite assicurata”, garantisce il medico. Il venerdì successivo, alle ore 10, il postino citofona: “C’è da firmare per una patente”. In meno di quaranta ore, e a fronte di una spesa complessiva di neanche sessanta euro, la nuova patente, valida per altri dieci anni, è già arrivata a destinazione. Tutto questo succede in Italia, mica in Germania o in qualche altro Paese del nord Europa. E per di più non stiamo parlando di Bolzano, Torino o Milano: la storia, vera nei tempi e nei costi, accade a Latina. Non è vero che tutto va male, quindi: siamo in grado di competere in effi- cienza con le aree più evolute. Allora ci si domanda: come mai questa capacità emerge in alcuni frangenti e in altri no? Com’è possibile che ci si accorga di un esproprio effettuato dal Comune trent’anni prima solo dopo che a un privato è stato concesso di costruire sull’area già divenuta pubblica? Come mai a oltre un mese dall’entrata in vigore del nuovo piano della sosta ancora non è possibile pagare la differenza, qualora un’auto sia rimasta parcheggiata più di quanto aveva previsto, perché non sono state installate le casse automatiche da adibire allo scopo? Qual è la motivazione che ha impedito per giorni, nonostante il meteo clemente, di pitturare di bianco i nuovi stalli gratuiti, inducendo in errore gli utenti che continuavano a pagare importi non dovuti? E ci limitiamo agli ultimi fatti di cronaca, senza rivangare le incompiute relative a Terme di Fogliano, Intermodale o al tram pomposamente chiamato metropolitana di Latina. Una vecchia barzelletta raccontava di un Andreotti ibernato che tornava in vita cent’anni dopo, e trovava un Paese in cui tutto funzionava a meraviglia. Al momento di chiedere il costo della corsa al tassista che gli raccontava quant’era accaduto nel frattempo, questi gli rispondeva: “Dieci marchi, grazie”. Forse non serve affidarsi ai tedeschi, basterebbe solamente varcare i confini pontini…

(Visited 25 times, 1 visits today)