Editoriale Novembre 2017 | Classifiche e buone pratiche

Agli italiani è sempre piaciuto stilare classifiche su tutto, che si tratti di cantanti, ristoranti o luoghi del cuore. Ricordo, da bambino, un quiz televisivo di Mike Bongiorno che si basava proprio sull’indovinare l’ordine delle graduatorie redatte dai nostri connazionali riguardo abitudini, personaggi preferiti e così via. Tra le classifiche che godono di maggiore eco sui mezzi di comunicazione ci sono quelle sulla qualità della vita. L’ultima è stilata da Legambiente nel suo Ecosistema Urbano 2017, giunto quest’anno alla ventiquattresima edizione. L’associazione ha preso in esame i capoluoghi di provincia italiani per approfondirne le performance ambientali. Senza girarci troppo intorno, Latina è nella top quindici, ma partendo dal basso. Sulle 104 città analizzate, il capoluogo pontino si insedia all’89esimo posto, in calo di ben diciotto posizioni rispetto all’anno precedente. Le graduatorie hanno sicuramente un limite, ossia quello di presentare un dato relativo: se confronto un calciatore di serie B con le stelle della Champions League, egli risulterà ultimissimo con ampio distacco, mentre lo stesso atleta prevarrà agevolmente in una lista che includa esclusivamente giocatori dilettanti. Andiamo allora a vedere i dati assoluti, che non risentono il limite di confronti impari. Il voto, espresso in centesimi, assegnato alla città di Latina è 38,01: un dato piuttosto negativo di per sé, ma ancor più se paragonato con quello dello scorso anno, ossia 48,04. Latina si salva per la qualità dell’aria – giudicata sufficiente da Legambiente – mentre la qualità della raccolta differenziata è scarsa, al di sotto del 35 per cento, ossia il target fissato dalla normativa addirittura per il 2006. Il capoluogo pontino si merita uno “scarso” anche in ragione delle dispersioni d’acqua: in questo caso il voto è ancor peggio di quanto appaia, poiché gli autori dello studio hanno assegnato il valore più basso a chi registra una dispersione di oltre il 35 per cento dell’acqua immessa nella rete idrica, ma a Latina il dato reale è quasi doppio, superando abbondantemente il 65%. Anche il trasporto urbano ci penalizza, poiché i latinensi raggiungono appena una media di otto viaggi per abitante all’anno, languendo sul fondo della graduatoria relativa alle città medie. Qualche pista ciclabile in più consente di favorire la mobilità a due ruote rispetto al passato, ma restiamo ben lontani non solo da città come Reggio Emilia (che ne ha venti volte tanto) ma anche da Rieti, che quintuplica il nostro dato nonostante un’altimetria non altrettanto favorevole. Decisamente mediocre anche la performance riguardante il solare termico e fotovoltaico installato su edifici pubblici: peggio di noi fanno solo Lucca, Monza e Palermo. E dire che siamo nella top ten del fotovoltaico privato. Nell’introduzione del volume, Rossella Muroni – presidente nazionale di Legambiente – fa un invito esplicito: “Sindaci, copiatevi!”. Ecco, la diffusione e l’imitazione delle buone pratiche, scevre dal marchio politico di chi le ha promosse per primo, è l’auspicio per il futuro anche sul nostro territorio. Senza preconcetti o pregiudizi, perché ottenere il risultato è più importante dell’attribuirsi il merito.

di Andrea Giansanti

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