Editoriale Settembre 2012

Poveri noi. Il nostro territorio dai tempi della bonifica è unito al mondo soltanto da una strada, la Pontina, affatto manutenuta, e da un servizio ferroviario assolutamente inadeguato. Lo sviluppo dell’area pontina è imprescindibile rispetto ad una rete infrastrutturale che dia la possibilità a cittadini, lavoratori ed imprese di muoversi senza zavorre. Una condizione troppo penalizzante per una provincia già in crisi da anni. I progetti vengono sbandierati ai quattro venti e poi cadono nel dimenticatoio perchè non c’è accordo tra i nostri politici nei vari livelli territoriali. Ne sono un clamoroso esempio le Terme di Fogliano, il Porto a Foce Verde, i chilometri di piste ciclabili, la metropolitana leggera, la Roma-Latina e la Cisterna-Valmontone. Per ora, fermandoci solo a Latina, di tali progetti non ne è stato realizzato neanche uno e questo ha condizionato l’economia pontina in maniera determinante. Tra qualche settimana potrebbe aprirsi  l’opzione aeroporto civile a Latina Scalo ma le posizioni sono già distanti mentre a Frosinone il fronte comune tra i politici e l’imprenditoria privata è un muro granitico che potrebbe risultare decisivo ancora una volta a discapito della derelitta Pianura Pontina. La domanda se l’aeroporto serve è subordinata ad un’altra domanda: che cosa abbiamo di alternativo? Nulla per ora. Quindi ben venga l’aeroporto civile che porterebbe un indotto decisamente positivo ma se così non fosse perlomeno, cari politici dormienti, fate qualcosa per questo territorio.

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