Speciali — 02 settembre 2014
Il Salice Piangente fonte di emozioni e positività

Famosa in tutto il mondo ha trovato la sua dimensione più completa nelle culture dell’estremo oriente

La tradizione magica vede nel Salice la resistenza perché esso si piega e non si spezza incarnando così la saggezza

Salice 3

Questo mese è dedicato all’albero di Salice conosciuto anche come “Salix alba”, “Salix nigra” e “Salix purpurea”. Esso fa parte della famiglia delle Salicacee e alcune varietà possono raggiungere i venti metri di altezza. Il suo habitat ideale è una zona umida perché necessita di molta acqua per sopravvivere. Si narra che un viaggiatore inglese del Settecento giunto in patria da un soggiorno in Cina avesse portato con sé una pregiata stoffa avvolta in carta e chiusa da uno spago. Una volta in Inghilterra, il viaggiatore tagliò lo spago e lo gettò in qualche remoto angolo del suo giardino. Inaspettatamente la primavera successiva lo “spago” germogliò e prese le splendide sembianze di un Salice, probabilmente il primo introdotto in Inghilterra. I rami dei Salici, tagliati in autunno, vengono impiegati per intrecciare ceste e canestri perché sono molto flessibili per la linfa contenuta in essi e prendono il nome di vimini. Per tradizione, è tramandato che le scope sulle quali volavano le streghe fossero fatte in vimini. In Occidente, l’albero di Salice è considerato strettamente legato al mondo dell’aldilà e dei morti. In Russia piantare un Salice è un gesto molto negativo e portatore di sfortuna ed esiste un proverbio, il quale recita che chi pianta un Salice si scava la tomba. Mentre i nativi americani hanno un gran rispetto per il Salice, lo trattano con sacralità e per questo popolo rappresenta il ciclico e mutevole rinnovamento della natura. Nell’antica poesia giapponese spesso compare l’albero di Salice perché diviene personificazione della leggiadria e della bellezza femminili. Esso rappresenta uno dei legni sacri della tradizione druidica ed è uno dei Fiori di Bach conosciuto con il nome “Willow” (“Salix vitellina” – Salice giallo). Qualche goccia del suo estratto può essere utilizzata per alleviare sentimenti negativi come l’amarezza, il vittimismo, rabbia e rancore per coloro invidiosi della fortuna altrui. Le sue preziose gocce doneranno sicurezza, fiducia a coloro che finalmente potranno sentirsi apprezzati per i loro meriti perché tutti possiedono le capacità, l’importante è crederlo per primi così si convince gli altri. La tradizione magica vede nel Salice la resistenza perché esso si piega e non si spezza incarnando così la saggezza e la capacità di adattarsi alle intemperie della vita e il suo conseguente superamento. Un rametto di Salice aiuta a conservare una buona salute e a mantenere un temperamento diplomatico. Le sue foglie oltre ad allontanare il pericolo delle malattie donano il potere della chiaroveggenza e se vengono bruciate aumentano i poteri psichici e soprattutto la capacità di ascoltare gli altri. Trovarsi di fronte ad un albero di Salice è sempre un’esperienza emozionante, l’irresistibilità che si prova nel desiderio di introdursi nel folto della sua chioma e sentire il fruscio delle sue verdi foglie che quando accarezzate dal vento, emettono una dolce e trasognante musica… in quel momento sopraggiunge la pace, la comunione assoluta e il distacco è sempre sofferto perché il cuore ti sussurra ciò che ha scorto dalle foglie musicanti… sei finalmente giunto a casa, alla “vera casa”.

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
Cristina Villanova