Cultura Speciali — 07 marzo 2017
IL tarallo, un classico che seduce i giovani

Da dove nasce la parola “tarallo”? Dal latino “torrère” (abbrustolire) o dal francese “toral” (essiccatoio)! Forse il termine più vicino alla realtà è “daratos” (sorta di pane), dall’etimo greco.

La cosa certa è che si diffuse alla fine del 700, nel ceto povero dove la faceva da padrona la fame, cosicché questo minuscolo derivato del pane, riusciva a sfamare tante bocche. I taralli nascono dai ritagli, della pasta con cui avevano appena preparato il pane da infornare, a cui si aggiungevano per insaporirli olio extra vergine di oliva e vino bianco.

La caratteristica che non è mai cambiata nel tempo è senza dubbio la classica forma a ciambella, mentre tante sono state le migliorie del prodotto, tra queste la bollitura in acqua per renderli più lucidi e croccanti; non dobbiamo dimenticare che l’exploit il tarallo lo ha avuto nel momento in cui sono state le massaie a produrlo in casa, arricchendolo con spezie particolari come i semi di finocchio, che sono forse la peculiarità più diffusa.

La strada del tarallo, non è stata mai in salita, anzi, sempre più grande la richiesta del mercato, che ha trasformato i piccoli laboratori in vere e proprie aziende, che hanno iniziato ad esportare anche all’estero. Sicuramente la regione italiana per eccellenza nella produzione di questo delizioso snack è senza dubbio la Puglia, poi lo troviamo: in Campania, Basilicata, Lazio, Sicilia, Abruzzo e Molise, ogni regione lo produce con aggiunta d’ingredienti diversi.

Balza agli occhi, il fatto che oggi il tarallo è comunissimo tra i giovani, che lo consumano nei pub, accompagnato da una buona birra ad esempio oppure come merenda scolastica, insomma un prodotto sempreverde.

I taralli sono prodotti che fanno parte della cucina rustica, e sono riconosciuti come prodotto agroalimentare tradizionale; da non dimenticare che ci sono poi anche le varianti dolci, fatte con mandorle, zucchero o cioccolato; un “piccolo” prodotto per una grande terra: l’Italia.

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redazione