Speciali — 25 giugno 2014
Il Tasso come padre verde e simbolo di longevità

Il maestoso albero, conosciuto anche come Taxus baccata, ha un ruolo importantissimo nella cultura e nei miti celti

Caratteristica rilevante del Tasso è la sua longevità, a Fortingall in Scozia, secondo gli esperti, un esemplare ha un’età tra i 2000 e i 5000 anni

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Questo mese è dedicato al maestoso Tasso o “Taxus baccata”. Esso fa parte della famiglia delle Texacee, è un albero sempreverde con foglie lineari verdi scuro e bacche rosse.  Sulle Alpi e sugli Appennini è molto raro  trovarne di cresciuti spontaneamente. Il suo legno è molto pregiato ed utilizzato nell’ebanisteria. I frutti del Tasso sono commestibili per l’uomo, la polpa è tenera e il sapore è dolce, ma i suoi semi sono estremamente velenosi anche per animali di grandi dimensioni come cavalli ed asini. Nella tradizione celtica, il Tasso veniva considerato un albero funebre legato al mondo dei morti, come il cipresso, e possedeva delle virtù magiche. Difatti per i druidi costituiva un ausilio ai loro incantesimi ed incidevano lettere magiche  sul suo tronco. Il Bastone dei druidi era fatto in legno di Tasso perché esso faceva parte dei Cinque Legni Sacri. Nell’antica Britannia, per la legge rappresentava essere più grave un’offesa verso un Tasso che nei confronti di un uomo, perché l’essere vegetale non era in grado di difendersi. In Irlanda si narra che il Tasso costituisca l’albero più antico tra tutti quelli creati da Dio nel Paradiso Terrestre. È curioso sapere che uno degli attributi del Re d’Irlanda sia “Eochaid”, ossia combattente con il Tasso. La Ruota dell’Apocalisse del druido Mog Ruith è in legno di Tasso. Una saga irlandese narra di un giovane eroe che si chiamava Ibartsciath, ossia scudo di Tasso. Questo albero era talmente presente nella vita quotidiana e nella cultura socio-religiosa dei popoli nordeuropei che Giulio Cesare nel “De bello gallico” riporta del suicidio di due re eburi che persero la guerra ed in nome dell’onore si diedero la morte con i semi di Tasso. Nell’ “Amleto” di Shakespeare, il Re di Danimarca viene assassinato nel sonno dal fratello invidioso Claudio proprio con un veleno estratto probabilmente dalle bacche del Tasso. È molto confortante sapere che in Baviera esiste un paese chiamato Paterzell, nel quale esiste l’isola dei Tassi, un piccolo bosco sacro fin dai lontani tempi dei druidi. La leggenda narra che esso sopravvivrà fin quando il paese che lo ospita esisterà perché i due sono strettamente legati l’un l’altro. Ancora oggi, gli abitanti di Paterzell rivolgono innumerevoli cure a questi antichissimi alberi. Caratteristica rilevante del Tasso è la sua longevità, difatti gli esemplari più longevi si trovano in Gran Bretagna, in particolare bisogna rammentare il Tasso di Fortingall in Scozia, secondo gli esperti la sua età si aggira tra i 2000 e i 5000 anni. Un altro importante attributo è la sua durevolezza, infatti il più antico manufatto in legno è di Tasso ed è una lancia rinvenuta a Clacton in Gran Bretagna ed è datata 150.000 anni. Grazie a queste caratteristiche uniche, il Tasso è divenuto con il trascorrere del tempo il simbolo dell’immortalità e della saggezza. Dal punto di vista magico, il Tasso è utilizzato per purificare la casa dalle negatività, per propiziare la fecondità e per proteggere la salute.  Vedere un Tasso è come osservare qualcuno che danzi o che si piega nell’accoglierti come solo un Padre vegetale sa fare sempre.

 

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Autore dell'articolo

Cristina Villanova
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