Attualità Lepini — 14 settembre 2011

Il sisma del 23 luglio ha avuto come epicentro Sermoneta, Bassiano, Norma e Latina

Anche la provincia pontina trema e cade il mito dell’assoluta sicurezza del nostro terirtorio

Al terra si muove e la paura fa inevitabilmente capolino tra la gente pontina. Il sisma del 23 luglio ha scompaginato alcune presunte certezze popolari come quella di essere zona non sismica e di conseguenza poter affermare che il terremoto è una faccenda che riguarda altri. Il terremoto, anzi i terremoti, che si sono susseguiti dal 23 luglio fino al 2 agosto hanno presentato una realtà diversa. Il territorio pontino e lepino in particolare sono soggetti come tanti altri a scuotimenti. Sabato 23 luglio il terremoto di 3.5 della scala Richter, o meglio della scala locale, ha spaventato più del dovuto. Nel capoluogo si sono registrate scene di panico alle uscite dei supermercati sintomo che la nostra gente non è abitata a scosse di terremoto e in tal caso non sa cosa fare. Vero è che davanti ad un sisma di grandi dimensioni è difficile rimanere calmi quando tutto attorno a te trema, si sbricio la e cade. Gli esperti, però, ci mettono in guardia: i morti spesso arrivano dall’incapacità di gestire le scosse di  entità medio bassa. La zona della Pianura Pontina è classificata come terza fascia in quanto a pericolosità e dunque, come dimostra la nostra storia recente, al riparo dai terremoti devastanti. Ma a quelli di minore entità dobbiamo essere preparati. Le scosse avvertite nelle ultime settimane a giudicare dagli esperti non sono l’avvisaglia di un grande terremoto ma scuotimenti abbastanza prevedibili. Il vero problema in questi casi è capire qual è il limite sottile tra certezza e incertezza.  Negli anni scorsi i Monti Lepini sono stati soltanto sfiorati da onde sismiche provenienti da terremoti sviluppatisi altrove: in primis in Ciociaria e in Abruzzo.  Stavolta il teatro del terremoto è proprio la nostra zona pontina. Infatti l’epicentro del primo terremoto, quello a più alta intensità (3.5) è stato individuato nei pressi di Tor Tre Ponti e la terra ha tremato molto forte a Latina, Sermoneta, Bassiano e Norma, ovvero i centri abitati più vicini all’epicentro stesso. Le altre 3 scosse: il 23 luglio (2.5), il 25 luglio (2.1) e il 2 agosto (2.1) hanno avuto un epicentro sempre più vicino al capoluogo ma le onde sono arrivate ugualmente sui Lepini. Un segnale inequivocabile di conferma che ai piedi del nostri monti, collegati all’appennino, si muovono delle faglie e negli spostamenti viene coinvolta anche la pianura. L’errore più grande che si potrebbe commettere in questo momento è quello di attendere con ansia e paura il grande sisma. La vita deve fluire in maniera tranquilla ed è nostro dovere abituarsi alle scosse.

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Autore dell'articolo

Fabrizio Agostini
Fabrizio Agostini

Nella mia carriera giornalistica ho collaborato con diverse testate. Ho mosso i primi passi nel gruppo radiofonico Radio Immagine-Radio Latina e li sono rimasto a crescere per un lustro. A seguire ho iniziato collaborazioni con Anteprima Sport, con il Settimanale di Latina, Il Tempo, Mediasport, Il Territorio, SL 48 tv e Sportlatina.it.